Si complica la manovra di bilancio della Regione. Oggi il tavolo tecnico sui debiti del sistema sanitario
PESCARA. Mancano 80 milioni di euro all'appello della fiscalità regionale. La notizia arriva dal ministero delle Finanze che ha rilevato un minore introito nelle casse della Regione pari a 40 milioni di euro nel 2006 e 40 milioni di euro nel 2007. Si tratta in piccola parte di evasione (per esempio il mancato pagamento del bollo auto) ma soprattutto di una sovrastima dell'introito proveniente dalle addizionali regionali Irpef e Irap. Un problema ulteriore per il bilancio regionale.
Che complica gli «ultimi cento giorni di mandato», come li ha chiamati l'assessore al Bilancio Giovanni D'Amico, nella puntigliosa relazione che ha inviato ai gruppi consiliari sullo stato dei conti della regione. Di questi 80 milioni mancanti dovrà tenere conto l'esecutivo quando metterà in fila le cifre del risanamento del servizio sanitario e del bilancio regionale. Ma non sarà sufficiente. Il calendario delle scadenze economiche è fitto. C'è l'appuntamento del 2 settembre con il tavolo di monitoraggio del ministero dell'Economia e della Salute. In quell'occasione il presidente vicario Enrico Paolini, che oggi riunisce a Pescara il tavolo tecnico della sanità, conta di portare un deficit aggiustato di 90 milioni al ribasso, al quale dovrà aggiungersi però la manovra di correzione per 33 milioni di euro della spesa sanitaria del 2008 richiesta dal governo.
Ma entro 30 giorni dovranno essere verificate tutte le partite relative ai debiti delle Asl fino a tutto il 2006, che ammontano, almeno nominalmente, secondo il calcolo di D'Amico, a circa 1 miliardo di euro. Anche qui si spera in una sforbiciata di debiti. Per esempio la Commissione Ispettiva presieduta da Angelo Orlando ha già certificato 118 milioni di euro di prestazioni non appropriate rese dalle strutture private negli anni 2005-2007, che vanno dunque recuperati.
Ma i problemi di bilancio nascono anche da cause esterne alla Regione. C'è per esempio la questione dei 78 milioni di euro che mancano dal bilancio perché Banca Intesa e Crediop sta tardando il processo di allungamento delle cartolarizzazioni, «pur essendo il procedimento assistito dal Ministero dell'Economia», commenta D'Amico, che ora preme per procedere nei tempi più rapidi alla convocazione degli obbligazionisti per la ricontrattazione e l'allungamento del debito.
L'altro nodo che dovrà affrontare la Regione è la sottoscrizione dei nuovi contratti con le strutture private accreditate, «correggendo e superando ogni potenziale contenzioso», raccomanda D'Amico, «in quanto la stabilità futura dei contratti è ritenuta dal ministero condizione essenziale per la credibilità della Regione nel rispetto degli accordi».
Ma per arrivare a questa scadenza il Consiglio regionale dovrà approvare al più presto le procedure di accreditamento già varate dalla Giunta (il presidente Marino Roselli è avvisato). Solo completando questo quadro si potrà sperare di scongiurare una stagione di nuove tasse e contrattare con il governo il pagamento del debito definitivamente accertato, attraverso un prestito dilazionato a 30 anni, con oneri finanziari a carico del bilancio regionale, da coprire con fiscalità futura e non aggiuntiva. Dunque con una stagione più lunga, ma non più pesante, di tasse.