Iscriviti OnLine
 

Pescara, 06/05/2026
Visitatore n. 753.714



Data: 27/08/2008
Testata giornalistica: Il Centro
«Il candidato presidente non può essere Pd» L'Italia dei Valori pone le condizioni per l'alleanza. D'Alessandro: no ai veti

Leoluca Orlando: vogliamo un Abruzzo leader nella moralità

PESCARA. Il Pd abruzzese comincia a rassegnarsi a una campagna elettorale in solitudine. Se si esclude la pattuglia di Sinistra democratica che certamente affiancherà la lista del Pd, oggi non si vedono alleanze possibili per le regionali: l'Udc fatica a staccarsi dal centordestra, la richiesta di Rifondazione di escludere dalle liste tutti gli indagati imbarazza i democratici, e l'Italia dei Valori ieri ha posto una condizione che non renderà facili le trattative per l'apparentamento. Il coordinatore regionale dei dipietristi Alfonso Mascitelli ha chiesto al Pd di «rinunciare a presentare una propria candidatura di partito alla presidenza della Regione».
Per i dipietristi sarebbe «un primo passo significativo nella ricostruzione di un rapporto di fiducia con gli abruzzesi e con la coalizione di centrosinistra».
«Se vogliamo rendere veramente credibile un progetto politico di cambiamento in Abruzzo», ha spiegato Mascitelli, che in queste ore sta preparando la riunione dell'esecutivo regionale in programma il 30, «il Pd, attualmente alla guida delle più importanti istituzioni della nostra regione, dovrebbe comprendere, in questa fase delicata, l'opportunità e la responsabilità di dover fare una pausa di riflessione e un'analisi critica degli accadimenti degli ultimi anni. Da parte nostra non vi è alcuna volontà di interferire sulle scelte degli altri partiti, ma nessuno può pensare di imporci nuovi pateracchi di alleanze».
Una linea rilanciata ieri mattina dal portavolce nazionale dell'Idv Leoluca Orlando, in un dibattito su La7 con Giorgio Tonini, senatore e responsabile dell'area studi, ricerca e formazione del Pd. Rispondendo a Tonini che si era augurato «di presentare con l'Italia dei Valori un candidato unico in Abruzzo», Orlando ha risposto che i dipietristi sono pronti «a correre da soli, se soli verranno lasciati, ma è evidente che attendiamo di vedere se e come il Partito Democratico intende rinnovare la propria dirigenza in quella Regione», aggiungendo, in merito a un'alleanza con Rifondazione: «Siamo pronti ad allearci con coloro che, in nome della questione morale, vogliano fare dell'Abruzzo una regione leader del nostro paese».
Dal Pd arriva la risposa del vicesegretario regionale Camillo D'Alessandro: «Noi sia dal primo giorno non abbiamo escluso il fatto che il candidato presidente possa non essere del Pd. Però questo significa anche il contrario. Il Pd pone come valore primario quello della coalizione e per fare questo è evidente che ci vuole un candidato presidente che metta d'accordo tutti. Se questo significa che non sia espressione del Pd, il valore della coalizione viene prima. Però sarebbe più utile che venisse declinato il come si sceglie il candidato presidente. Noi siamo per le primarie di coalizione su candidati sui cui profili ci sia l'accordo di tutti i partiti. A quel punto verrebbero meno pregiudiziali di ogni genere». E di primarie si dibatte anche all'interno del Pd.
Una raccomandazione a «chiudere la stagione delle decisioni poartorire al caminetto» viene dal segretario provinciale dell'Aquila Michele Fina che dichiara di essere pronto a sostenere "primarie regolate" (cioè con candidati selezionati e con voto riservato agli iscritti) «da tenersi entro settembre».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it