ORTONA. Un'autostrada a tre corsie, una mobilità basata anche sui binari e sul trasporto via mare, la riduzione dei carichi di lavoro. Secondo Luciano Di Giulio, sindacalista della Uil-trasporti, sono questi i temi d'affrontare per migliorare la situazione di chi, ogni giorno per lavoro, trascorre ore ed ore alla guida dei tir. A chi colpevolizza l'intera categoria a causa degli incidenti, spesso mortali come quello avvenuto lunedì mattina sull'A14 costato la vita a due bambini albanesi, che avvengono periodicamente sulle strade definendo i camionisti con un gioco di parole «tirroristi», il sindacalista risponde che spesso la colpa è della stanchezza dovuta principalmente all'enorme mole di lavoro che devono sopportare.
«Io sono a contatto con gli autotrasportatori dalla mattina alla sera perché lavoro come casellante per le autostrade», dice Di Giulio, «se fossero tutti distratti o imprudenti come si sente ripetere ci dovrebbero essere centinaia di morti al giorno ma non è così. Anche certi automobilisti sono distratti e fanno manovre sconsiderate ma non per questo si colpevolizza l'intera categoria come invece avviene per i camionisti. I problemi da affrontare sono più a monte e riguardano il sistema dei trasporti».
Di Giulio fa notare che sono in corso lavori per la realizzazione della terza corsia lungo l'autostrada A14 nelle Marche fino a Pedaso cioè alle porte dell'Abruzzo.
«Le Marche avranno la terza corsia mentre a sud dell'Abruzzo, nel tratto del tavoliere delle Puglie, c'è un lungo tratto rettilineo», sottolinea, «le condizioni in queste due regioni per i trasporti sono migliori rispetto alla nostra. L'A14 in Abruzzo resta a due corsie. Realizzare anche qui la terza corsia aiuterebbe notevolmente a rendere più sicura l'autostrada. Anche se non basta. Carichi eccessivi, mancato rispetto delle distanze di sicurezza e tempi di percorrenza ristretti sono altri fattori che incidono sulla possibilità che si verifichino incidenti gravi. La società Autostrade con messaggi continui rivolti a chi guida, cerca in ogni modo di sensibilizzare sui temi della sicurezza ricordando di rispettare le distanze e di fermarsi quando si è stanchi. Sulle condizioni di chi guida, infatti, incidono molto stanchezza e carico di lavoro».
Un discorso più ampio andrebbe affrontato, secondo la Uil, sulla questione dell'intermodalità nei trasporti.
«Lunedì si sono verificati degli incidenti che hanno coinvolto dei tir dopo le 12, cioè quando la gran parte degli autotrasportatori ha ripreso il proprio cammino», dice Di Giulio, «questo dovrebbe spingere gli enti ad approfondire il discorso sull'intermodalità dei trasporti cioè sulla possibilità di diversificare il trasporto puntando anche sulle ferrovie o attraverso l'utilizzo degli scali portuali ed in particolare del bacino ortonese che ha grandi potenzialità nel settore degli scambi commerciali».