'E' uno scatto di orgoglio del paese, che si ritrova unito nei valori della Costituzione. Per noi è davvero motivo di grande soddisfazione perché, come ho già detto agli industriali di Varese, quella Costituzione è anche il frutto delle lotte dei lavoratori durante la Resistenza'. A dirlo è il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani commentando la vittoria del No al referendum costituzionale: "Abbiamo avuto uno straordinario risultato. Un risultato per il paese, per i cittadini, per la Repubblica, per l'impegno che unitariamente le nostre organizzazioni hanno speso: questo è importante, perché quando si sceglie ci si espone anche a dei rischi. Noi non abbiamo fatto come altri che non si sono schierati né con il sì né con il no. Dal referendum esce un paese solidale che non vuole avventure. Per noi resta fondamentale quello che ci dice questo voto: che la Carta Costituzionale è quello che lega il passato al presente, e il passato e il presente al futuro".
''E' stato un bel colpo''. Cosi' Romano Prodi, arrivando al congresso della Uil, ha commentato il risultato, aggiungendo che la vittoria del No al referendum è "un giudizio inappellabile su una legge che da sempre avevamo denunciato come sbagliata e pericolosa per la stabilità delle istituzioni repubblicane". Ma ora, per il presidente del Consiglio, il centrodestra deve riflettere sulla "maturità del Paese". "Dobbiamo rispondere agli italiani dimostrando loro di possedere la stessa maturità e serietà che, con questo referendum, essi ci hanno appena dimostrato", dice Prodi e aggiunge: "come maggioranza di governo è ora nostro dovere aprire il dialogo con tutte le forze politiche e discutere insieme gli aggiornamenti da apportare alla Costituzione".
"Siamo di fronte ad un risultato straordinario": il segretario dei Ds, Piero Fassino, commenta così in un'intervista a 'La Stampa' la vittoria del No al referendum. "Credo che questa sconfitta, la terza in un crescendo di risultati per la destra sempre pi negativi, dovrebbe porre una riflessione che mi auguro sia autocritica", aggiunge. Anche Fassino ribadisce la volontà di aprire un percorso di riforme: "La nostra posizione è chiara, da sempre. Nel programma dell'Unione c'è un federalismo vero, pieno, federalismo fiscale e Senato federale compresi. E abbiamo detto fin dall'inizio che chiamare gli italiani a votare no al referendum era l'unico modo per aprire la strada alle vere riforme costituzionali". Il programma dell'Unione, sottolinea Fassino, "parla chiaro. Lo hanno firmato tutti i partiti del centrosinistra, compresa Rifondazione. Se quel programma vale per il ritiro dall'Iraq vale anche per le riforme costituzionali". "Noi siamo convinti - prosegue - che la Costituzione non si cambia sulla base delle convenienze di una maggioranza di Governo, ma sulla base di esigenze di stabilità e modernizzazione del sistema democratico. Dunque bisogna introdurre la maggioranza qualificata, che induca a cercare larghe intese. Confermiamo quell'impegno. Se con il centrodestra si arriverà a condividere la modifica dell'articolo 138 della Costituzione bene, altrimenti noi cercheremo comunque un confronto sulle riforme". Quanto alla sede per elaborare un percorso di riforme condiviso, Fassino osserva: "Discutiamo in modo aperto anche la sede. Non ci sono proposte a priori".