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Data: 29/08/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Pd e Udc insieme in Alleanza per l'Abruzzo. D'Alfonso: una nuova coalizione, così affronteremo i problemi della regione

PESCARA. Pd e Udc pronti all'accordo. A rivelarlo è il segretario del Pd Luciano D'Alfonso che parla di «reciproco annusamento». Il via libera dell'intesa elettorale, infatti, dovrà essere dato da Casini e Veltroni. Poi ci saranno il programma e i candidati, con Rodolfo De Laurentiis, leader abruzzese dell'Udc, in prima fila.
La convergenza Pd e Udc nasce su uno scenario conflittuale, dove Rifondazione e Italia dei Valori premono sul partito di D'Alfonso agitando la questione morale chiedendo a suon di ultimatum l'esclusione dalla lista del centrosinistra di tutti i politici indagati. Ad un Pd indeciso ha offerto una sponda De Laurentiis che in una intervista al Centro ha lanciato le basi per un accordo, con una premessa: «Prima il programmma e poi i nomi dei candidati presidenti».
Patto Casini-Veltroni Una linea che è in sintonia con la strategia nazionale dei due partiti. Casini e Veltroni ne hanno parlato e in Abruzzo si è iniziata a tessere la tela di una nuova alleanza. «Noi siamo interessati ad una coalizione nuova», rilancia D'Alfonso, «una coalizione che il giorno dopo i risultati elettoriali sa esattamente cosa fare sia davanti allo scenario delle emergenze sia davanti a quello delle opportunità che riguarderanno il presente e futuro dell'Abruzzo. L'Udc in Abruzzo è un soggetto politico insediato socialmente e territorialmente. Ci sono personalità che si sono messe in vista in molti contesti e anche nelle realtà provinciali che hanno rivelato passione civile e capacità realizzative».
La nuova coalizione Sul candidato presidente D'Alfonso è cauto ma ha un nome per la coalizione, «Alleanza per l'Abruzzo».
«Ci sono nello spazio sociale e politico nel quale noi ci stiamo muovendo che potremmo denominare "Alleanza per l'Abruzzo" motivazioni e capacità personali, sensilità e competenze politiche per mettere insieme una agenda chiara di priorità e una classe dirigente affiatata. La coalizione dovrà valutare le personalità che meglio sapranno fare sintesi dal punto di vista politico, sociale e sul programma».
La manovra del Pd appare, tuttavia, spericolata o almeno non concordata con l'Idv, ma per D'Alfonso valgono anche in questo contesto i ruoli nazionali giocati da Udc e Idv che si trovano all'opposizione del governo Berlusconi.
Intesa Pd, Idv e Udc «Come punto di partenza abbiamo con l'Udc e con l'Idv una comune opposizione politica nazionale», ricorda D'Alfonso, «a livello territoriale ci sono rapporti personali e politici che fanno riscontrare apprezzamento e anche affinità nell'esprimere valutazioni comuni». Per il segretario del Pd gli accordi politici valgono però solo se si è chiari sul programma. Un progetto per l'Abruzzo che a suo giudizio deve essere interpretato da una classe politica che sia all'altezza dei problemi che si annunciano.
No alla Regione prepotente «Nel 2008 si è chiusa una fase iniziata nel 1992», osserva D'Alfonso, «si è esaurita la spinta propulsiva di una classe dirigente complessivamente intesa e si è consumata, risultando irrecuperabile, una certa idea dell'ente Regione. Non più proponibile quella di Regione che fa tutto, concentrata su se stessa, prepotente e che addirittura legifera anche contro le autonomie locali e spende in sua vece. Occorre una classe dirigente nuova, espressione di una coalizione politica nuova. Una classe dirigente che si misuri sul bisogno di una Regione che si riconosce come un sistema statuale con una forte identità regionale».
Il programma Ma come riconosce lo stesso segretario del Pd le buone intenzioni della «nuova classe dirigente», non basteranno certo a risollevare l'economia regionale. «Oggi in Abruzzo mancano all'appello 50 mila opportunità di lavoro e 10 mila abitazioni», ricorda lo stesso D'Alfonso, «senza considerare che circa 150 mila giovani sono alle prese con un forte impegno intellettuale». Giovani che finiti gli studi, sintetizza D'Alfonso, avranno bisogno di un lavoro e di una casa.
«A fronte di questa realtà la Regione dovrà avere forza istituzionale adeguata per pensare, agire e risolvere», prosegue D'Alfonso annunciando il programma del Pd, «dobbiamo rendere facile la nascita delle imprese. Centomila imprese in Abruzzo hanno reso possibile l'accoglimento del 70% della forza lavoro abruzzese».
Il federalismo «Con la stagione del federalismo fiscale e normativo alle porte», ricorda infine Luciano D'Alfonso, «si porrà la necessità di riaprire un confronto anche culturale sui diritti assumibili come costituitivi del vivere civile a livello nazionale e territoriale. Questo livello di discussione richiede una classe dirigente espressione di una coalizione nuova, capace di porre sul tavolo, anche nuove presenze e nuovi insediamenti sociali».

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