«Anche gli assessori dovranno tagliare i loro compensi»
CELANO. Rinuncia allo stipendio di presidente, istituzione dell'anagrafe patrimoniale e taglio degli enti inutili, Arssa in testa. Il senatore Filippo Piccone, considerato a Roma tra i più accreditati candidati del Pdl alla presidenza della Regione, punta sulla riduzione dei costi della politica.
Senatore, scendiamo nel dettaglio sui tagli.
«Dal punto di vista etico, morale e politico dobbiamo dare l'esempio ai cittadini abruzzesi che dovranno affrontare dei sacrifici e saranno pronti a farlo se dalla politica riceveranno segnali giusti».
Lei, da sindaco di Celano, come prima delibera rinunciò allo stipendio. Sarebbe disposto a fare la stessa cosa in Regione?
«Senza pensarci due volte. Vorrei precisare che sono un imprenditore, con un reddito soddisfacente e posso permettermelo. Capisco anche che non tutti possano farlo e non sarebbe giusto far rinunciare totalmente al compenso. In ogni caso chiederò un sostanzioso taglio dello stipendio a tutti gli assessori. E poi proporrò l'anagrafe patrimoniale: il governatore dovrà dichiarare oggi e ogni anno le sue proprietà e il reddito, fino a fine mandato».
Cosa propone sugli enti regionali?
«La Regione Abruzzo ha il controllo su 86 enti strumentali. È un numero assurdo. Stiamo preparando un dossier su tutti gli enti, con funzioni e costi per verificare quali siano utili e quali invece un peso per le risorse regionali. Prendiamone uno come esempio: l'Arssa. Vi lavorano oltre 200 dipendenti con costi enormi per la comunità. È da anni un ente marginale con costi spropositati. L'Arssa va chiusa e le sue funzioni potrebbero essere assorbite dal dipartimento agricoltura della Regione. La ricetta è: meno privilegi e indennità per i politici regionali e tagli con la scure degli enti inutili e paralleli a funzioni regionali».
Quanti Ato servono all'Abruzzo?
«Va istituito un unico Ato regionale per gestire le acque abruzzesi in regime di efficienza ed economicità. Gli Ato sono diventati carrozzoni inutili».
L'Udeur lavora in Abruzzo a un accordo con l'Udc per l'apparentamento con il Pd. Che ne pensa?
«Mi auguro che la parte moderata e cattolica si ricompatti con noi entrando nel Pdl. Diversamente siamo di fronte a un rebus: la componente moderata è importante, ma la semplificazione del quadro politico è altrettanto necessaria. A sinistra diventerebbe un'accozzaglia. Credo che Veltroni abbia operato una scelta precisa che va verso l'autonomia del Pd. Vedremo».
Quali i tempi per la scelta del candidato presidente?
«Le prossime 2-3 settimane saranno decisive. Quale che sia la scelta, però, bisogna lavorare insieme, ritrovare uno spirito di unità. Il programma sarà complesso e articolato, ma dobbiamo mandare pochi messaggi ma chiari ai cittadini abruzzesi sui temi caldi: sanità, trasporti, economia».
Una sua lettera ha messo in dubbio l'imparzialità del Centro sui temi della politica regionale.
«Ho già chiesto scusa al direttore Luigi Vicinanza. Nei miei intendimenti non c'era affatto l'idea di demonizzare il giornale per comportamenti che ritengo invece corretti. Volevo riferirmi all'area politica della sinistra e non alla professionalità dei giornalisti. Chi ha redatto il comunicato lo ha fatto senza esprimere correttamente il mio pensiero. Do atto al giornale della sua imparzialità. Da quando faccio politica ho sempre avuto buoni rapporti con il Centro».