«La stagione è andata bene, abbiamo avuto quattromila passeggeri. Grazie e arrivederci. Dal primo settembre ce ne andiamo ad Ancona». Il telegramma sarà zeppo di licenze poetiche ma la sostanza c'è tutta: la Ivan Zajc salpa l'ancora da Pescara: a settembre mollerà gli ormeggi nel porto della città dorica, evidentemente meglio attrezzato dello scalo pescarese.
Il traghetto della Jadrolinija sarebbe dovuto restare in servizio tra Spalato e Pescara fino al 25 del prossimo mese. Lo stoptorno anticipato ha immediatamente acceso il dibattito politico e ovviamente a soffiare sul fuoco è il capogruppo del Pdl in consiglio comunale Luigi Albore Mascia. «Pescara porta dell'est, Pescara porta del Mediterraneo... La verità è un'altra: Pescara città che non riesce neanche a garantire i collegamenti con l'altra sponda dell'Adriatico fino alla fine di settembre». Un colpo basso per l'amministrazione comunale che sulla Zajc ha investito molto. Evidentemente il molto non era abbastanza.
Una spiegazione ha provato a darla il referente pescarese della compagnia croata, Giuseppe Ranalli della Archibugi& Ranalli. Il quale, prima di tutto, ha confermato la cancellazione del collegamento marittimo: «Dal primo settembre il servizio Pescara-Spalato con la Ivan Zajc si fermerà - ha dichiarato -. E' vero, era previsto che durasse fino al 25 settembre ma così non è: la nave andrà ad Ancona perché così conviene». Buio pesto sul futuro prossimo: non è detto neppure che il collegamento con la sponda marchigiana sarà mantenuto. «La Jadrolinija è dello stato croato e nulla è dato sapere circa le strategie della compagnia per i mesi a venire. La Zajc, che pure ha i suoi anni (era l'italiana Tiziano, ndr) potrebbe essere destinata alle rotte nazionali» ha spiegato ancora Ranalli, che su un aspetto è invece sicuro: «Malgrado la crisi, questa stagione è stata positiva per la Zajc, il traffico passeggeri ha avuto un bell'incremento rispetto alla passata stagione». Ma l'agente marittimo non si nasconde nell'affermare che «le corse sono state appena diciannove a fronte delle oltre sessanta dell'anno scorso: il traffico è stato concentrato su luglio e agosto». E infatti lo stesso Luigi Mascia, nel suo affondo politico, ha sottolineato che la fuga di oggi della Zajc fa il paio «con la sospensione dei collegamenti dal 20 giugno al 18 luglio scorsi». In buona sostanza, la Jadrolinija ha tenuto in vita il collegamento solo per il periodo più redditizio, salvo spostarlo su Ancona in un settembre più favorevole per traffici commerciali che non passeggeri. Traffici che Pescara non può vantare ed è su questo aspetto che la fuga della Ivan Zajc deve far riflettere, vale a dire sulle potenzialità inespresse ovvero sulle carenze del porto di Pescara. A Ranalli va concessa un'ultima considerazione: «Ad Ancona è più facile programmare, non c'è il rischio che un mancato dragaggio costringa la nave in secca o a tornare indietro». Non si può tuttavia escludere che dietro la fuga della Zajc possano nascondersi altre ragioni: con il Comune c'era un accordo che è stato tradito? I croati s'aspettavano un trattamento privilegiato? Di certo la legge del mercato ha premiato la Snav e qualcosa vorrà pur dire, e proprio su questo invita a riflettere Enzo Del Vecchio in risposta ad Albore Mascia. Dunque, lo sviluppo del porto non può più attendere. Di Prg portuale ha parlato finora solo la politica con annunci sui giornali. Alla Direzione marittima il comandante Antonio Basile spera di saperne qualcosa di più e di concreto. Perchè ha poco senso parlare di asse attrezzato da prolungare fino al porto se non c'è il movimento, se mancano i numeri. Tantomeno se la bretella finirà per sfrattare l'intera flotta pescherecci senza che sia ancora stata realizzata la banchina alternativa per i pescatori. Ma questo alla marineria è meglio dirlo con cautela.