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Data: 30/08/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Passera: senza l'ok dei sindacati salta tutto. Duri i rappresentanti dei lavoratori: prima il confronto sul piano, poi sugli esuberi

«Le prossime settimane cruciali per capire se si va avanti o no. La Ue non mi preoccupa»

RIMINI. Il futuro del piano di rilancio di Alitalia sarà scritto in un mese. «Le prossime 4-5 settimane saranno cruciali per capire se si va avanti o no» ha detto l'artefice del piano Fenice, l'amministratore delegato di Intesa, Corrado Passera. Ci sono condizioni che si devono avverare e, tra queste, c'è anche l'ok del sindacato al progetto, avverte infatti il banchiere che per il resto mostra ottimismo sulla percorribilità della strada intrapresa. Già l'interesse di Air France è il primo «timbro di qualità».
Che - ha aggiunto Passera - spiana la strada anche all'ingresso di possibili nuovi investitori che si potrebbero fare vivi «già nei prossimi giorni». E anche quelli che già si sono fatti avanti, sono «persone libere, coscienti dell'investimento che fanno» dice difendendoli dall'accusa che definisce «infelice» lanciata, sempre dal meeting di Rimini, dall'ex ministro del Pd, Pierluigi Bersani che aveva parlato di imprenditori «con la pistola alla tempia».
«Il progetto al quale stiamo lavorando è un progetto imprenditoriale molto serio», è «un progetto di sistema» mette in chiaro Passera. Che anche per questo non si mostra preoccupato per i possibili rilievi da parte di Bruxelles: «Non sono preoccupato del giudizio dell'Ue. Il piano verrà presentato in tutte le sedi, a tutte le autorità competenti e potrà partire soltanto se avrà tutte le autorizzazioni» dice, convinto però che «l'Europa possa valutare positivamente il fatto che si abbia avuto il coraggio di commissariare la vecchia Alitalia» nonchè l'arrivo di capitali privati che investano in un'ottica di lungo termine.
Il punto comunque è l'atteggiamento dei sindacati, che già fecero fallire l'intesa con Air France. Ma dal fronte del lavoro, gli umori sono tutt'altro che quieti: le nove sigle sindacali in Alitalia non vogliono parlare solo di esuberi. Ci saranno all'incontro di lunedì prossimo al ministero del Lavoro (la convocazione è del ministro Maurizio Sacconi) ma avvertono che prima è «ineludibile» un confronto a palazzo Chigi sul piano industriale e sul riassetto del gruppo. Piano a loro «sconosciuto», se non per averne appreso indiscrezioni solo dalla stampa; e ciò che appare non piace ai più. Subito il ministero di via Veneto ha replicato per placare gli animi: l'incontro di lunedì sarà «a tutto campo» e «parteciperanno, non a caso, tutti i ministri interessati. In una nota congiunta, le segreterie nazionali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl trasporti, SdL trasporti, e le presidenze di Anpac, Unione piloti, Anpav e Avia osservano che la convocazione di lunedì «non è un problema formale» e «non può che prendere in esame la strumentazione degli ammortizzatori sociali a disposizione». E rivendicano il diritto ad un confronto preventivo sui contenuti industriali del progetto, perimetro aziendale, network, flotta, qualità e quantità del lavoro». I sindacati chiedono anche il riassetto dell'intero sistema trasporto aereo ad iniziare dagli aeroporti.
ti e ricordando che il governo «ha evitato qualsiasi confronto fino a oggi» si dicono molto preoccupati dalle dichiarazioni di esponenti di governo. Temono un forte ridimensionamento con difficoltà di rilancio».
Addirittura il presidente dell'associazione dei piloti Anpac, Fabio Berti sostiene che se saranno confermate le indiscrezioni, «in due anni potrebbe determinare il fallimento di Alitalia».

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