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Data: 31/08/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Sondaggi, Di Stefano è avanti ma non sfonda. Legnini e De Laurentiis a un'incollatura. Gli incerti sono oltre un terzo

Otto gli scenari del test commissionato dalla Dc abruzzese

L'AQUILA. Tra gli esponenti del Popolo della Libertà, è ancora Fabrizio Di Stefano il politico più conosciuto dall'elettorato abruzzese. L'unico a cui poter affidare, dunque, l'incarico di riportare il centrodestra al governo della Regione. E' quanto emerge dal nuovo sondaggio, il secondo nell'arco di un mese (il primo era stato accompagnato da errori e polemiche), eseguito dalla società Crm Consulting su commissione della Democrazia cristiana abruzzese. Mille le interviste realizzate con l'obiettivo di testare il gradimento dell'elettorato nei confronti di quattro esponenti del centrodestra, quelli considerati in pole position per la candidatura alla presidenza della Regione.
Con il senatore Fabrizio Di Stefano (per il quale il sondaggio sembra tagliato su misura) sono stati testati Gianni Chiodi, Maurizio Scelli e Nazario Pagano. Così come nel precedente sondaggio, la Crm Consulting ha scelto di sottoporre diversi scenari (otto) ai cittadini intervistati tra il 20 e il 23 agosto. I quattro esponenti del Pdl sono stati così contrapposti a Giovanni Legnini (Pd), supportato dal Partito democratico e dall'Italia dei valori, e a Rodolfo De Laurentiis sostenuto - questa l'indicazione data dai sondaggisti ai mille intervistati - da Udc (il suo partito), Pd e Idv. Un quadro dal quale emerge che Di Stefano, sempre secondo l'esito del sondaggio, è l'unico personaggio del Popolo della Libertà che riesce a superare Legnini (lo scarto è del 2,7%). De Laurentiis, ex presidente dell'Arpa ed ex parlamentare, nel confronto risulta invece più debole di Legnini.
A presentare l'esito di questo secondo sondaggio, commissionato dalla Dc di Giuseppe Pizza per verificare anche il gradimento degli abruzzesi nei confronti del partito, sono stati il segretario regionale Celso Cioni, Ezio Falini, capo della segreteria politica della Dc e Giuseppe Cuscusa della Crm Consulting.
Dunque, ancora una volta Di Stefano ha superato per notorietà gli altri colleghi di partito testati. Ma il sondaggio ha evidenziato anche che il livello di notorietà di tutti i candidati è basso (si va del 31,7% di Di Stefano al 26,7% di Pagano). In quanto al confronto con i due possibili candidati del centrosinistra, Di Stefano risulta il solo il grado di battere con il 26,4% Legnini (23,7%) che, invece, avrebbe la meglio - anche se di poco - sugli altri tre esponenti del centrodestra. Più marcato il vantaggio di Di Stefano (28,7%) nei confronti di De Laurentiis (22,8%) dato come perdente anche contro Chiodi, Scelli e Pagano.
In quanto alla Dc, il sondaggio rileva che il partito è conosciuto dal 26,9% degli intervistati (si va dal 32% di Chieti e Teramo, al 24% dell'Aquila, per poi scendere a Pescara sotto il 18%) e che la presentazione di una propria lista alle regionali è fatto gradito dal 17% delle persone sentite. Il 5,3% ritiene tale presenza molto positiva, mentre quasi una persona su quattro ha espresso un giudizio negativo. Per la Dc la presentazione del sondaggio è stata l'occasione per confermare la partecipazione alle elezioni regionali con una lista autonoma ma apparentata con il Pdl, «di cui» ha ribadito Falini «siamo alleati fedeli». Falini ha espresso poi l'auspicio di un ritorno a una legge elettorale che consenta ai cittadini di esprimere la preferenza, mentre Celso Cioni ha dichiarato che «l'Abruzzo non ha bisogno di una nuova classe dirigente ma di politici in grado di governare».

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