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Pescara, 17/06/2026
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Data: 01/09/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Stazioni, adesso chiudono anche i bagni. Non c'è pace per gli utenti abruzzesi della ferrovia

AVEZZANO - Rfi, che non è altro che la società che gestisce i servizi delle ferrovie dello Stato ed in particolare la Pescara-Roma (gestisce è un eufemismo, basta guardare quello che accade su questa tratta dove nessun treno arriva in orario), sta sommessamente chiudendo i bagni delle stazioni ferroviarie, sia in Abruzzo che sul tratto laziale. La scoperta parte da Avezzano, dove i wc sono stati chiusi col lucchetto da qualche mese, e viene confermata in alcune stazioni ferroviarie laziali, dove addirittura i bagni sono stati murati. Sul tratto abruzzese, poi, i servizi igienici in questione sono chiusi nella maggior parte della stazioni con vari metodi (muro, lucchetto, chiusura provvisioria, notturna festiva, ecc).
Aperti a Tagliacozzo, ad esempio, l'altro giorno sono stati trovati chiusi a Sulmona, ma chi risponde al telefono nelle varie stazioni sostiene che la politica delle ferrovie è indubbiamente quella di chiudere i servizi igienici nelle varie stazioni in Abruzzo. Il personale spiega anche che la ragione è semplicissima. Manutenere i bagni è costosissimo e si sa che le ferrovie dal punto di vista economico sono in ambasce. E' bene ricordare che da quando i Borboni inaugurarono la Napoli-Portici, due secoli fa, la munirono di un bagno e che il wc della stazione è storicamente il luogo dove un cittadino può trovare con certezza matematica la possibilità di ovviare alle sue necessità. Chiudere i bagni è un atto di inciviltà evidente. Rispetto all'età borbonica, però, la situazione è cambiata.
«I bagni delle stazioni sono diventati luoghi di incontro tra omosessuali e rifugio prediletto delle donne di colore che esercitano il meretricio utilizzando il treno per spostarsi da Roma», è il commento di un dirigente delle ferrovie di Avezzano. E' vero: nel recente passato la Polizia è dovuta più volte intervennire per bloccare i cosiddetti "treni dell'amore" che trasportavano prostitute in Abruzzo nella tarda serata e le riportavano a Roma la mattina alle cinque.
Occorre però chiedersi a questo punto quale sia la funzione della Polizia ferroviaria se non, anche, quella di sorvegliare che i bagni pubblici restino un servizio ineliminabile per la gente. In verità, alle forze di Polizia potrebbe essere delegato anche il compito di segnalare alla magistratura chi, come e perché abbia assunto la decisione di chiudere i bagni per chiarire se possa considerarsi una circostanza ammissibile risparmiare (mai una locuzione potrebbe classificarsi così pertinente) sui "bisogni" della gente.

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