«Ho l'impressione che presto emergerà che c'è stata imprudenza da parte delle ferrovie». Lo afferma il segretario nazionale della Filt-Cgil Sicilia, Giacomo Rota, commentando l'incidente avvenuto questa mattina sui binari della tratta ferroviaria Catania-Palermo, nei pressi della stazione Motta S.Anastasia. Il sindacalista propone una ricostruzione dei fatti, non nascondendo però le sue perplessità sulle cause: «Gli operai stavano lavorando quando il terno li ha colpiti: ordinariamente quando ci sono questi cantieri leggeri c'è sempre qualcuno che avverte dell'arrivo dei treni per far smontare tutto almeno 20 secondi prima del passaggio. Evidentemente qualcosa non ha funzionato, e vorrei capire se il lavoratore solitamente incaricato della sorveglianza c'era o meno. Sinceramente mi pare difficile che, qualora ci fosse, abbia abbandonato il suo posto, ho la sensazione che qualche imprudenza da parte delle ferrovie ci sia stata».
Il ministro delle infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, ha espresso «la più sentita solidarietà» verso i familiari delle vittime e auspica «che le inchieste avviate possano risalire in tempi rapidi alle modalità dell'incidente, alle cause che lo hanno determinato, individuando eventuali responsabilità». Successivamente all'incidente è giunto anche il messaggio di cordoglio delle Ferrovie dello Stato, che ha espresso «il più sentito e sincero cordoglio alle famiglie di Fortunato Calabrese e di Giuseppe Virgillito deceduti nella tarda mattinata di oggi in seguito all'investimento mortale avvenuto a Motta Sant'Anastasia, sulla linea Palermo - Caltanissetta - Catania», assicurando che «le inchieste, già avviate accerteranno in tempi brevi l'esatta dinamica dell'accaduto». Parole alle quali si contrappone il pensiero del sindacalista: «Solo quando saranno accertate le verità fattuali chiederemo che chi ha sbagliato venga punito. Nel frattempo possiamo però chiedere che per il futuro, qualunque verità emerga, ci siano sempre maggiori attenzioni e investimenti nella sicurezza, anziché riproporre le solite dichiarazioni di rito e versare lacrime di coccodrillo».