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Pescara, 17/06/2026
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Data: 02/09/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Addio alla Zajc, D'Alfonso studia la contromossa. Ieri ultimo collegamento con Spalato, il piano del sindaco: «Subito il prg del porto»

«In passato acquistati i biglietti invenduti Ma è illegale»

PESCARA. Ieri è stato il giorno dell'addio a Pescara per la motonave Ivan Zajc: il collegamento con Spalato è stato sospeso «per mancanza di passeggeri». Ma nel giorno dello stop, il sindaco Luciano D'Alfonso ha rilanciato la sua scommessa sul porto di Pescara: «Il porto troverà identità e vocazione concreta con il prg portuale che è in fase di definizione. Un piano che verrà attuato a costo zero per la città, finanziato con 500 mila euro di provenienza regionale».
Per far crescere il porto, Luciano D'Alfonso ha proposto una legge regionale per definire la nascita di «un'agenzia dei porti come costola della holding regionale dei Trasporti, una sorta di "Arpa mare"».
Nel giorno dell'addio alla motonave storica che ha collegato Pescara a Spalato, dopo un vespaio di polemiche sollevate dai consiglieri comunali Riccardo Padovano e Gianni Teodoro oltre che dall'imprenditore Bruno Santori, il sindaco ha rivelato che, sì, un modo per conservare i collegamenti della Zajc con la Croazia sarebbe pure esistito: «Per il Comune», ha spiegato D'Alfonso, «un'alternativa per allungare il collegamento sarebbe stata quella di acquistare i biglietti invenduti, una via che per cinque anni non abbiamo inteso percorrere perché la riteniamo irregolare, pur consapevoli che ci sono Comuni che lo fanno. Il Comune di Pescara è invece contro, come contro questa pratica è l'Unione europea, che ha previsto una rigida normativa che affida la materia dell'esercizio dei vettori privati e pubblici della trasportistica all'esclusiva competenza del libero mercato». L'asso nella manica di D'Alfonso è la delibera del 20 giugno 2001, epoca Carlo Pace, che ha per oggetto l'«impegno di spesa per collegamento marittimo Pescara/Spalato»: la delibera stabilisce a chiare lettere che «l'amministrazione comunale riconoscerà alla Snav quale partecipazione alle spese di esercizio che la stessa sosterrà per l'effettuazione del servizio complesive lire 120 milioni». In sostanza, il Comune in passato ha acquistato i biglietti invenduti soltanto per mantere in vita il collegamento con Spalato. «Il ritorno della Zajc, invece, è stato a costo zero per la città», ha detto ancora il sindaco, «a fronte di soli 10 mila euro sostenuti per spese di promozione turistica, contrariamente a quanto accadeva invece in passato». D'Alfonso, ieri, ha tirato fuori dal cassetto anche la lettera spedita a luglio dalla Jadrolinja: «Con la presente», c'è scritto sulla lettera arrivata in municipio, «comunichiamo che la Jadrolinija, società armatrice della motonace Ivan Zajc, considerando che le proiezioni delle prenotazioni per il mese di settembre fornivano dei dati particolarmente inconsistenti per il servizio di linea tra Pescara e Spalato con previsioni di scarso risultato commerciale ha deciso, sin dal mese del luglio, di sospendere tale servizio. Tutte le agenzie di vendita biglietti e prenotazioni, tour operator e agenzie di viaggio sono state informate. Nel mese di settembre la nave effettuerà l'approdo nel porto di Pescara soltanto il giorno 1. Gli approdi per i giorni 9, 11, 16, 18, 23 e 25 sono stati annullati». Firmato: Marco Guidi, agente della Jadrolinija. «La scelta della Jadrolinja di interrompere il servizio è dunque dettata da esigenze commerciali», ha ribattuto il sindaco, «assunta perché la compagnia non ha ottenuto prenotazioni per gli imbarchi previsti». Ma per il sindaco, l'addio della Zajc a Pescara non segnerà il declino del porto: «Con il ritorno della Zajc, dopo 14 anni di black out, si è segnato un nuovo inizio per il porto, un processo inarrestabile iniziato quel 2 febbraio 2006 e su cui oggi punta il futuro economico del territorio. È iniziato, quindi», ha proseguito, «un processo di sviluppo per il porto che l'amministrazione comunale sta portando avanti non solo aumentando i collegamenti con la costa balcanica, ma anche pensando al futuro di un'infrastruttura su cui nessuno prima aveva veramente scommesso. Noi, invece», ha garantito D'Alfonso, «lo stiamo facendo e per la prima volta il porto troverà vocazione concreta con il prg portuale che è in fase di definizione». Il piano da 500 mila euro sarà finanziato dalla Regione: «Perché tale sviluppo possa diventare concreto, abbiamo promosso una proposta di legge regionale perché», ha proseguito, «si definisca la nascita di un'agenzia dei porti, come costola della holding regionale dei trasporti, un soggetto che consentirà di sviluppare un sistema portuale fondato su sinergie e uno sviluppo a cui il presente e il futuro del porto di Pescara sono candidati a fare da traino».

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