Confindustria, Cisl e Uil: accordo a ogni costo. Cgil frena
ROMA. Tempi stretti per l'accordo sui contratti. Confindustria e sindacati hanno ancora un mese per trovare un'intesa per superare definitivamente gli accordi del '93, ritenuti obsoleti, e sancire un nuovo modello contrattuale. Il conto alla rovescia riparte oggi pomeriggio quando, dopo la pausa agostana, i vertici di Viale dell'Astronomia incontreranno i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil per riprendere il discorso esattamente dove lo si era interrotto, sul nodo cioè dell'inflazione.
Quello a cui si punta è la definizione di un tasso di inflazione «previsionale» diverso dalla programmata del governo, fissata per quest'anno a quello che i sindacati giudicano un irrealistico 1,7%, ma anche da quello misurata dall'Istat, schizzato a luglio e agosto oltre il 4%. Confindustria sta preparando un suo documento sul problema (che però potrebbe non essere presentato oggi), ma sullo sfondo rimane aperta l'ancora più delicata questione della definizione degli ambiti contrattuali, ovvero di quello nazionale e di quello aziendale, che dalla riforma dovrebbe uscire rafforzato rispetto all'attuale sistema.
Non tutte le parti sono però sulla stessa linea: la Cgil punta in modo più deciso alla difesa del contratto nazionale, perchè come ha spiegato più volte il segretario confederale Susanna Camusso, molti sono i lavoratori che sono oggi esclusi dal secondo livello di contrattazione che include solo 2,5 milioni di persone. Per molti sarebbe dunque difficile, secondo il sindacato, godere dei benefici economici legati al livello territoriale o aziendale. Confindustria, Cisl e Uil però premono sull'acceleratore per raggiungere un accordo entro la data stabilita, ovvero il 30 settembre, giusto in tempo per la Finanziaria. «Come Confindustria avevamo detto da subito che ci davamo dei tempi serrati. Quindi confermiamo il 30 settembre come obiettivo - ha detto Alberto Bombassei, vicepresidente di Confindustria - Domani (oggi, ndr) ci sarà un primo incontro e un altro la prossima settimana. Ci auguriamo che le cose vengano recuperate e si rispettino i tempi fissati». Il pressing dei sindacati è partito invece dalla Cisl, con Raffaele Bonanni, pronto ad un accordo «ad ogni costo», anche quello di firmare da soli un'intesa con Confindustria. «La modifica del modello contrattuale è necessaria e sempre più urgente», afferma oggi Gianni Baratta, segretario confederale del sindacato. Una visione condivisa dalla Uil, che teme che senza un accordo al più presto salti tutto il sistema non solo dei contratti ma delle relazioni industriali. «Senza accordo - ha detto pochi giorni fa Luigi Angeletti - le relazioni industriali degenereranno con una velocità impressionante. Non ci sarà più il contratto nazionale, nè alcuna regola. La rottura sarà definitiva». La riunione di oggi si preannuncia tecnica: dovrebbero infatti mancare i segretari generali di Cgil, Epifani, e Cisl Bonanni. Anche il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, non dovrebbe in linea di massima partecipare all'incontro.