ROMA. Netta accelerata delle retribuzioni a luglio: le buste paga degli italiani sono lievitate del 4,3%, segnando l'incremento più alto da 11 anni a questa parte e battendo persino l'inflazione che, nello stesso mese, è schizzata al 4,1%. A spingere sono stati i molti rinnovi contrattuali recepiti due mesi fa. In pratica, rispetto al luglio del 2007, quando sul fronte contrattuale si registrava calma piatta, a luglio di quest'anno, sottolinea l'Istat, i rinnovi sono stati tanti e significativi. Al punto che i lavoratori dipendenti garantiti da contratti in vigore sono arrivati a poco meno di 9 milioni (il 72,5% del totale).
Mentre 3,4 milioni (il 27,5%) di lavoratori ancora non hanno visto rinnovato il loro trattamento economico e normativo scaduto (a partire dalla pubblica amministrazione, dove la copertura contrattuale è nulla).
A luglio miglioramenti retributivi sono stati registrati per i settori di pelli e cuoio, calzature, gomma e plastiche, ceramica, commercio, scuola privata laica, banche centrali.
Basti pensare che l'intesa sul commercio, applicata anche ai servizi di mercato, dopo 18 mesi di vacanza contrattuale ha regolato il trattamento economico di quasi 1,9 milioni di dipendenti. Sempre a luglio sono arrivate inoltre le prime rate di incrementi tabellari per gli accordi tessili, vestiario e maglierie e servizi smaltimento rifiuti municipalizzati, e si sono fatti sentire gli aumenti retributivi fissati da contratti già in vigore (carta, energia elettrica, alberghi e pubblici esercizi, trasporto merci su strada, servizi di magazzinaggio, credito, lavanderie e tintorie) e l'adeguamento di indennità nei contratti olearia e margariniera, forze dell'ordine e militari-difesa.
In particolare, guardando ai vari settori, gli incrementi più elevati sono stati quelli di assicurazioni (+7,7%), alberghi e pubblici esercizi (+7,6%), ministeri e militari-difesa (entrambi +6,2%).
Cattive notizie arrivano invece sul fronte occupazione. Quella nelle grandi imprese con più di 500 dipendenti è diminuita a giugno dello 0,3%, con un peggioramento sia nell'industria che nei servizi che, pur mantenendosi in positivo (+0,3%), registrano un deciso rallentamento.
Per l'industria il calo è stato invece netto e pari rispetto a giugno 2007 al -1,4%. Nelle sole grandi imprese le retribuzioni sono aumentate a giugno del 2,7%, in questo caso sotto l'inflazione del 3,8% registrata nel mese.
«I dati dell'Istat - ha commentato l'ex ministro del lavoro Damiano - evidenziano, purtroppo, un andamento negativo dell'occupazione nel mese di giugno. E' preoccupante il calo registrato nell'industria e il rallentamento di crescita nei servizi».