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Pescara, 17/06/2026
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Data: 02/09/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Debiti della sanità, è il giorno della resa dei conti. Paolini: «Sono fiducioso»

L'AQUILA- E' il giorno della resa dei conti. Oggi la Regione porta ai tecnici del governo di Roma il bilancio riveduto e corretto della sanità abruzzese. E' il passo obbligato prima del consiglio dei ministri che dovrà nominare il commissario per la gestione della stessa sanità regionale e decidere sulle tasse agli abruzzesi. Se cioè aumentarle, come si teme vista l'entità del deficit, oppure lasciarle come sono adesso, tenendo conto che le aliquote Irpef e Irap hanno già subito un incremento di 140 milioni di euro l'anno proprio in ragione del debito sanitario, un aggravio destinato a pesare su famiglie e imprese ancora per alcuni anni.
Al tavolo tecnico romano il commissario dell'Agenzia sanitaria Giuliano Lalli e i funzionari della Regione accompagnati dai direttori delle Asl, si presentano con quello che ritengono un asso nella manica: l'essere riusciti a diminuire di un terzo i 294 milioni di euro che rappresentano il debito della sanità abruzzese accertato dallo stesso governo. «Lo abbiamo ridotto di quasi 95 milioni- ha spiegato il vice presidente vicario Enrico Paolini- portando a termine un lavoro incredibile. Per la Regione è un recupero d'immagine che avrà i suoi effetti sulle future decisioni del governo sull'Abruzzo». I recuperi sono stati possibili grazie ai ricalcoli sulle prestazioni delle cliniche private e allo scorporo, dai 294 milioni, di alcuni debiti che prima erano stati messi nel conto del deficit. «Quando mi presenterò al Consiglio dei ministri- spiega Paolini- potrò calare tre carte sul tavolo del confronto col governo: la prima è il passo indietro del sottoscritto sulla nomina del commissario alla sanità; avrei potuto farlo io, ho preferito lasciare via libera a un funzionario governativo perché controlli liberamente. La seconda carta è appunto la riduzione del debito, la terza è la data delle elezioni. Ho accettato il 30 novembre, come aveva indicato il governo». Per questo Paolini è fiducioso che le tasse non aumenteranno, vista anche la disponibilità mostrata dal sottosegretario Gianni Letta che ha sempre affermato di volere dare una mano all'Abruzzo a patto che la Regione osservi alla lettera il piano di risanamento.
Tra una decina di giorni sarà lo stesso Consiglio dei ministri a prendere una decisione definitiva. A questo proposito Paolini ha inviato una lettera ai ministri Fitto e Sacconi e al sottosegretario Gianni Letta, con cui chiede che si «renda nota la data del Consiglio dei Ministri in cui si discuteranno i termini del commissariamento ad acta, previsto per l'Abruzzo». «La delicatezza della situazione istituzionale della Regione-aggiunge- mi obbliga a ricordare che sarebbe insopportabile un qualsiasi aumento delle imposte che metterebbe in ginocchio l'intera economia regionale: uno scenario che gli abruzzesi non meritano affatto. L'ideale sarebbe arrivare ad avere un prestito dal governo rateizzabile in più anni».

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