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Pescara, 17/06/2026
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Data: 02/09/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Abruzzo al voto. Chiodi-Costantini, si può fare. Crescono le chances di una sfida per la Regione tra i due, quasi coetanei

PESCARA - C'è chi dice che potrebbe essere questa la settimana decisiva per l'indicazione dei candidati a governatore di centrodestra e centrosinistra, ma sembra un'ipotesi alquanto azzardata. Il centrosinistra non sa ancora con quale formazione si presenterà all'elettorato (Italia dei Valori dentro o fuori? E l'Udc? E Rifondazione? E il Pdci?), il centrodestra è alle prese con problemi interni causati dalla presenza di un numero eccessivo di galli nel suo pollaio.
Dunque passerà, probabilmente, ancora del tempo prima di giungere a una definizione dei candidati a governatore. Ma, specie se il centrosinistra non perderà l'apporto di Italia dei Valori, e la riunione in programma domani potrebbe dare qualche indicazione in più in questo senso, potrebbe profilarsi, a fine novembre, una sfida tra due quasi coetanei, il quarantaseienne Carlo Costantini e il quarantasettenne Gianni Chiodi.
Costantini, attualmente deputato dell'Italia dei Valori, è stato rilanciato in pista con forza, pochi giorni fa, dal leader nazionale del suo partito, Antonio Di Pietro, che in un'intervista a L'Espresso ha escluso una sua candidatura alla guida della Regione Abruzzo, sostenendo che un buon candidato c'è già, appunto Costantini. Il nome dell'ex-sindaco di San Giovanni Teatino rimbalza da un pezzo, praticamente da quando sono state ufficializzate le elezioni anticipate, e rimbalza insieme a quelli di tanti altri esponenti del centrosinistra: Enrico Paolini, Giovanni Legnini, fino all'Udc Rodolfo De Laurentiis che Luciano D'Alfonso vorrebbe alla guida di una coalizione rinnovata. Ora, però, Costantini sembra aver ottenuto il gradimento dei partiti alla sinistra della coalizione, impegnati in questi giorni in riunioni coninue, e che potrebbero portare il suo nome al tavolo delle trattative, stringendo d'assedio il Pd.
Quanto a Chiodi, la sua posizione sembra ogni giorno più forte, ed a rassicurarlo giungono i consigli romani, che lo invitano a restare nell'ombra in attesa del momento decisivo. E lui se ne sta, buono, nell'ombra. Paradossalmente, a rafforzarlo contribuiscono anche i continui sondaggi diffusi dalla Dc e che puntualmente spingono Fabrizio Di Stefano (che, intanto, l'8 settembre si sposa: al senatore i nostri auguri) tenendo lontano, appunto, Chiodi. Sondaggi che, dopo l'infortunio iniziale (percentuali molto alte di gradimento per Di Stefano su quasiasi avversario interno ed esterno, poi precipitosamente corrette), vengono continuamente contestati nella loro attendibilità: tutto questo fa il gioco dell'ex-sindaco di Teramo, sempre più "uomo nuovo" estraneo alla Regione uscente, come vorrebbe Berlusconi. Qualcuno fa discenderere le fortune di Chiodi dalla persistenza o meno di Andrea Pastore alla guida regionale di Forza Italia, visto che Pastore è diventato un sostenitore del teramano, ma non è così: su Chiodi punta dritto Berlusconi, che lo preferisce a Maurizio Scelli e non vuol lasciare ancora la candidatura a governatore nelle mani di un esponente di An, come nelle ultime due occasioni.
Ecco perchè Costantini-Chiodi è un confronto assai probabile, anche se la strada del primo è punteggiata da molti "se" (composizione dell'alleanza, gradimento del Pd, primarie), mentre quella del secondo appare meno accidentata.

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