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Pescara, 17/06/2026
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03/09/2008
Il Centro
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Sanità, sulle nuove tasse deciderà il governo. Paolini: elogiato il nostro impegno, ma sul deficit siamo ancora a rischio |
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Il presidente vicario: recuperati 101 milioni una somma che riduce di un terzo il nostro debito PESCARA. Prima bisogna incassare i crediti che la Regione vanta dalle cliniche private, poi si vedrà se i 294 milioni euro di debito che ha la sanità abruzzese si potrà ridurre ed evitare nuove tasse. Percorso ancora in salita per la Regione e per il presidente vicario della giunta, Enrico Paolini che ieri confidava in un atteggiamento più morbido e forse riconoscente da parte dei tecnici del ministero dell'Economia. Verso l'Abruzzo non sono mancate lodi per il lavoro finora portato avanti dalla Regione per ridurre il debito sanitario. Ma le bocche dei tecnici romani del ministro Giulio Tremonti sono rimaste cucite sul capitolo tasse. Ogni decisione su nuovi balzelli da far piovere sulle teste degli abruzzesi saranno prese nella prossima riunione del Consiglio dei ministri, occasione che permetterà al presidente vicario Paolini di spiegare le ragioni dell'Abruzzo. «La posizione dei tecnici del ministero dell'economia è francamente un poco curiosa», osserva il presidente vicario della giunta regionale, «perchè la Regione e le Asl hanno già posto in bilancio le somme che secondo la Commissione ispettiva non vanno date o che devono essere richieste indietro alle cliniche private. Temo che al termine della riunione i tecnici abbiano voluto rimandare la palla al governo politicizzando però la decisione. Credo che sia un autogol politico perchè il governo conosce perfettamente la situazione di eccezionalità in cui si trova l'Abruzzo con le elezioni alle porte. I tecnici del ministero sostengono che i crediti che la Regione vanta nei confronti delle cliniche private potranno essere scomputati dal monte debiti man mano che essi entreranno effettivamente nella disponibilità del bilancio regionale. Una decisione», rimarca Paolini, «che di fatto lascia piena discrezionalità al Governo che potrebbe decidere di aumentare l'imposizione fiscale». Una cosa però è stata messa in salvo dalla Regione ossia le procedure di rientro adottate nei confronti delle cliniche private ritenute buone dai tecnici ministeriali. Uno spiraglio che appare positivo, perchè è un diretto riconoscimento del lavoro della Regione. Da anni, infatti, il debito della sanità procedeva verso bilanci sempre più in rosso tanto da arrivare ad un debito complessivo di un miliardo e 200 milioni. La posizione del Ministero ora certifica che un drastico freno al deficit è stato messo e che il recupero dei soldi può essere fatto con procedure che evidentemente funzionano. «Se da un lato posso dirmi soddisfatto dei giudizi lusinghieri che sono stati dati al lavoro dell'Agenzia regionale e della Giunta regionale dal 22 luglio scorso», aggiunge Enrico Paolini, «dall'altro non posso dirmi che preoccupato per una situazione che lascia piena discrezionalità politica al Governo in sede di Consiglio dei ministri. Da qui il mio personale appello a tutte le forze politiche di maggioranza e opposizione per evitare una soluzione che rischia di piegare l'economia dell'Abruzzo. Confermo infine», fa presente Paolini «la mia indisponibilità a propormi quale commissario straordinario». Alla riunione tenuta ieri a Roma ha partecipato una delegazione abruzzese composta del commissario dell'Agenzia regionale della sanità, Giuliano Lalli, e i dirigenti della direzione sanità della Regione. Davanti ai tecnici del ministero dell'Economia, il commissario Lalli ha spiegato che il piano della Regione prevede la possibilità di richiedere indietro alle cliniche private la somma di 101 milioni di euro per prestazioni non dovute. In questo modo il debito si ridurrebbe a 193 milioni e successivamente potrebbe essere richiesto un prestito speciale per coprire il deficit. La delegazione abruzzese ha anche indicato i modi in cui la Regione chiederà indietro il denaro. Tra le ipotesi quella per «compensazione»: se la clinica non vuole ridare i soldi indietro allora la Regione non pagherà altre spettanze; oppure non versando la somma richiesta indebitamente; o, infine, nel caso che la clinica o il laboratorio privato hanno già incassato dalla Regione le somme, l'ente regionale farà una ingiunzione e, in attesa delle risposte, le Asl potranno metter in bilancio le somme richieste come in molti casi hanno già fatto. Sull'ipotesi di nuove tasse ora la parola passa al Consiglio dei ministri. «Oggi terrò un colloquio con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta per concordare la data della mia presenza al Consiglio dei ministri», annuncia Paolini, «questa sarà l'occasione per ribadire tutte le nostre ragioni per evitare le tasse, se poi si vuole mortificare l'Abruzzo e farmi mettere in ginocchio allora se servirà lo farò ma noi siamo con le carte in regola e lo dimostreremo».
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