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Pescara, 17/06/2026
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Data: 03/09/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Udc: prima il programma poi le alleanze. De Laurentiis: io in corsa? Non è la priorità Cesa e Casini a Pescara venerdì e sabato

PESCARA. L'Udc apre la campagna elettorale settembrina schierando i vertici nazionali, venerdì e sabato prossimi a Pescara, per il cantiere programmatico del partito, che sarà tutto tranne che una passerella preautunnale. Il numero due del partito Lorenzo Cesa (venerdì) e Pier Ferdinando Casini (sabato) dovranno dire una parola, se non risolutiva, almeno più chiara su quello che Rodolfo De Laurentiis ieri presentando l'evento ha archiviato come banale gossip estivo: l'alleanza Udc-Pd e la candidatura a presidente della Regione dell'ex deputato marsicano. De Laurentiis ha schivato tutte le domande su questo tema, spiegando quello che un politico accorto spiega in questi casi: cioè che prima viene il programma, poi tutto il resto. Perché chi dice il contrario «non ha capito la drammaticità della situazione abruzzese».
Quanto alle alleanze «vanno costruite sul programma», dice De Laurentiis, «poi si individueranno le persone che vogliono interpretare una stagione nuova per l'Abruzzo». Stagione nuova vuol dire anche «forte ricambio della classe dirigente regionale» di cui l'Udc si sente motore: «Vogliamo essere quadro dirigente di questa regione», spiega De Laurentiis, «costruendo una grande squadra di governo affiatata e coesa con la stessa identità e un progetto condiviso».
Ma dove guarderà l'Udc, al centrosinistra o al centrodestra? Tema non solo abruzzese, sul quale infatti si stanno esercitando i leader nazionali di tutti i partiti.
Come il ministro Gianfranco Rotondi, segretario della Dca, molto ascoltato da Berlusconi, che ieri ha rimesso in asse il dibattito: «Il rapporto con l'Udc è un tema che resta aperto. Agosto ha chiarito che il Pdl è pronto ad aprirsi e persino a rifondarsi assieme a Casini. Quello che tutti escludiamo è la possibilità di un'alleanza elettorale che ripeterebbe l'errore fatto da Veltroni con Di Pietro».
De Laurentiis non si sbilancia sul colore delle alleanze, ma si limita a notare che l'Udc ha avuto sempre «una grande autonomia a livello locale», e che alla stipula delle alleanze arriverà unito, «perché da noi il dibattito interno è vivace ma alla fine si ritrovano sempre le ragioni dell'unità». Se poi gli si chiede se sarà lui a guidare la coalizione che uscirà dalle trattative, si schermisce: «La mia candidatura non è all'ordine del giorno, non sto al gioco delle lusinghe». D'altra parte De Laurentiis non approva chi si è già messo in corsa per il voto del 30 novembre: «Ho visto dimissioni in massa di amministratori. Posso anche capire umanamente, ma si tratta di uno spostamento delle priorità. Io dico basta ai rituali della politica. Qui si tratta di rendere competitivo l'Abruzzo: nei prossimi cinque anni dobbiamo decidere se questa regione si riaggancia al centro-nord oppure sprofonda drammaticamente verso il Sud».
E dunque nel cantiere pescarese si parlerà soprattutto di programma. «Presenteremo una prima piattaforma programmatica che sarà arricchita nei giorni successivi dai contributi di tutti coloro che vorranno partecipare». Il cantiere aprirà al Museo delle Genti d'Abruzzo venerdì alle 17 con un incontro tra i dirigenti abruzzesi dell'Udc prima delle conclusioni di Cesa. Sabato si comincia alle 9,30 con una tavola rotonda alla quale parteciperanno imprenditori e sindacalisti, seguita da un confronto con gli altri partiti. Concluderà Casini.
Intanto ieri sera il commissario elettorale dell'Udc Antonio De Poli e il segretario regionale Antonio Menna hanno riunito i vertici provinciali e regionali del partito per iniziare il discorso sulle liste e naturalmente sulle alleanze. Per De Poli si è trattato un primo test per sondare gli umori del partito abruzzese, e in particolare del gruppo legato a Giovanardi, contrario all'alleanza col Pd, sull'eventalità di un cambio di schieramento.

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