La Cgil della Lombardia e' pronta alla mobilitazione per difendere l'aeroporto di Linate 'minacciato' dal piano di rilancio di Alitalia. Il segretario regionale della Filt Cisl Nino Cortorillo spiega in una nota che si potra' cominciare a parlare di ''che ruolo e funzionalita' debba avere Linate solo dopo che l'hub di Malpensa diventera' un fatto concreto, dopo che gli investimenti verranno realizzati e solo dopo che un vettore avra' formalizzato la proposta di realizzare un proprio hub''. Insomma, si potra' parlare del tipo di voli, ma non di una riduzione: 10 milioni di passeggeri ci sono ora e ''10 milioni devono restare''. ''L'Italia - osserva - non e' dotata di infrastrutture in piu', ma in meno''. Per questo Cortorillo dice basta al gioco delle dichiarazioni che si sono susseguite in questi giorni e chiede che le istituzioni locali facciano sentire la loro voce. ''A Linate - aggiunge - lavorano oggi almeno tremila dipendenti di cui tutti coloro che parlano dei destini di quell'aeroporto farebbero bene a ricordarsi e tenere conto. Per quanto ci riguarda - conclude - abbiamo contribuito a gestire la fase difficile conseguente alla crisi di Alitalia, ma siamo indisponibili ad assistere a questo balletto demagogico e pronti, se continuasse, ad iniziative di mobilitazione''.
ALITALIA: FILT LOMBARDIA, TUTELARE LINATE E MALPENSA
'Mentre ancora non sono chiari i dettagli del piano industriale della 'nuova Alitalia', in troppi parlano di ridurre il traffico a Linate o addirittura di chiuderlo, magari col pretesto di favorire Malpensa. Quello che emerge è che, nonostante un'evidente contrazione dell'attività, stimabile almeno nel 25 per cento, il fatturato dovrebbe scendere solo da 5,6 a 5 miliardi, probabilmente agendo sul nuovo monopolio che si determinerebbe sulle rotte nazionali'. A dirlo è il segretario generale della Filt Cgil Lombardia Nino Cortorillo, invitando Regione Lombardia e Comune di Milano a far sentire la propria voce a difesa di Linate e Malpensa nell'ambito della vicenda Alitalia. Continua Cortorillo: 'Ruolo e funzionalità di Linate si devono affrontare solo dopo che l'hub di Malpensa diventerà un fatto concreto, dopo che gli investimenti verranno realizzati e dopo che un vettore avrà formalizzato la proposta di realizzare un proprio hub. A Linate lavorano almeno 3.000 dipendenti, di cui è bene tenere conto. Per quanto ci riguarda abbiamo contribuito a gestire la fase difficile conseguente alla crisi di Alitalia, ma siamo indisponibili ad assistere a questo balletto demagogico e pronti se continuasse a iniziative di mobilitazione'.