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Pescara, 17/06/2026
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Data: 04/09/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
E adesso le tasse sono più vicine. Paolini: «Riconosciuti solo in parte i nostri sforzi per ridurre il debito»

L'AQUILA- Un risultato positivo ma soltanto a metà che, per ora, non allontana la prospettiva, molto temuta da aziende e famiglie, di un altro aumento delle tasse. Il tavolo tecnico romano sui conti della sanità abruzzese, che si è svolto ieri al ministero dell'Economia, non ha avuto quel successo che speravano i funzionari della Regione e lo stesso vice presidente vicario Enrico Paolini. I tecnici governativi hanno sì riconosciuto il grande lavoro svolto dalla "cabina di regia" coordinata dal commissario dell'Agenzia sanitaria Giuliano Lalli, ma oltre non sono andati. Perché, hanno detto, le somme recuperate (in tutto 101 milioni di euro) ricalcolando le prestazioni delle cliniche private, potranno essere portate in detrazione del debito della sanità che è di 294 milioni, solo quando saranno effettivamente rientrate (se mai rientreranno visti i contenziosi in atto) nelle casse delle Asl abruzzesi. In parte un ragionamento del genere era prevedibile e c'è chi lo aveva paventato alla vigilia della trasferta romana, ma i tecnici della "cabina di regia" e lo stesso Paolini pensavano che potesse essere superato da una valutazione meno rigida del lavoro fatto. Se effettivamente si voleva aiutare l'Abruzzo, si fa osservare, il ragionamento doveva e poteva essere diverso. Ma questa è una valutazione più di carattere politico che tecnico e che in ogni caso spetterà al governo quando deciderà quale linea adottare sui situazione debitoria dell'Abruzzo.
«Sono parzialmente soddisfatto- ha detto Paolini- perché è stato riconosciuto il grande lavoro che abbiamo fatto, ma le conclusioni dei tecnici del ministero indeboliscono la Regione dal punto di vista politico. Così, se da un lato prendo atto dei giudizi lusinghieri che sono stati dati al lavoro dell'Agenzia regionale della Sanità e della giunta regionale dal 22 luglio scorso, dall'altro non posso non dirmi preoccupato per una situazione che lascia piena discrezionalità politica al governo in sede di Consiglio dei ministri. Da qui il mio personale appello a tutte le forze politiche di maggioranza e opposizione per evitare una soluzione che rischia di piegare l'economia dell'Abruzzo. Confermo infine - ha concluso il vicepresidente vicario - la mia indisponibilità a propormi quale commissario straordinario». Insomma i rischi saranno concreti quando il governo dovrà decidere, presente lo stesso vice presidente vicario, se aumentare o no le tasse agli abruzzesi. C'è comunque la sensazione che il governo potrebbe non gravare di altre imposte l'Abruzzo anche se c'è una legge che lo prevede quando si tratta di ripianare i debiti della sanità. A poche settimane dalle elezioni sarebbe impopolare. Ma lo stesso Paolini è convinto che, sempre per ragioni elettorali, riconoscimenti da parte del governo alla giunta in carica non ci saranno.
Entrando nel dettaglio, nel corso dell'incontro di ieri con i tecnici del ministero dell'Economia, il commissario Lalli e i dirigenti della Regione hanno evidenziato la possibilità di richiedere indietro alle cliniche private la somma di 101 milioni di euro per prestazioni non dovute. In questo modo, per vari motivi, il debito si ridurrebbe a 193 milioni e successivamente potrebbe essere richiesto un prestito speciale per coprire l'intero ammontare del deficit. Ma di fronte all'interpretazione dei tecnici del ministero dell'Economia, il governo avrebbe una forte discrezionalità politica. Il che non promette nulla di buono.



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