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Pescara, 26/06/2026
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Data: 05/09/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Imprese e sindacati: «No alle nuove tasse» Paolini incontra le forze sociali. Il 12 la decisione del governo sulla sanità

Pagano (FI): tecnica e logica la posizione del ministero

PESCARA. Per una volta sono tutti d'accordo: imprese, sindacati, Regione. Per una volta la preoccupazione è la stessa: se i governo dovesse decidere un aumento ulteriore delle addizionali Irpef e Irap (oggi già ai massimi di legge, rispettivamente a 1,4% e 5,25%) per coprire il deficit della sanità, per l'economia regionale sarebbe una caporetto. Il 12 settembre il governo dovrà scrivere una parola chiara sulla vicenda e nominare un commissario che non sarà il presidente facente funzione della regione Enrico Paolini, come è avvenuto nel Lazio e come prevede la legge, ma un tecnico, per stessa decisione di Paolini («Un passo indietro che è un segno di fiducia e che spero apprezzeranno»)
Ieri le parti sociali si sono riunite nella sede della Regione in viale Bovio a Pescara convocati da Paolini. Attorno a tavolo c'erano i segretari regionali di Cigl, Cisl, Uil, Ugl, i dirigenti di Confindustria, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Ance, Cna e Cia.
Al termine della riunione è stato concordato un documento congiunto da inviare al Governo prima della riunione del 12, ed è stata anche avanzata l'ipotesi di organizzare una manifestazione di fronte a Palazzo Chigi, da tenersi prima del 12, «per sottolineare», hanno detto i presenti «la compattezza delle forze sociali e produttive della regione».
Paolini è tornato a parlare del tavolo tecnico del ministero dell'Economia che ha deciso di non considerare per acquisiti i 101 milioni di crediti scritti nel bilancio delle Asl (crediti in gran parte da richiedere alle cliniche private per prestazioni extrabudget), che abbasserebbero il decifit da 294 a 193 milioni, rimandando la decisione sull'imposizione di nuove tasse al Consiglio dei ministri. «I bilanci sono veri per definizione, altrimenti sono falsi», ragiona Paolini, «se li abbiamo scritti vuol dire che ci sono». Ha parlato anche della telefonata con il sottosegretario Gianni Letta, ha poi spiegato di non aver voluto convocare i partiti «perché in questa fase preelettorale sarebbe stata una baraonda. Dobbiamo evitare di politicizzare la sanità», ha aggiunto, «anzi la politica se ne deve andare dalla sanità». Ha poi annunciato di non aver dato la disponibilità a candidarsi «fino a che non si risolve questo problema».
Sulla posizione del governo è intervenuto il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Nazario Pagano, secondo il quale «la bocciatura ricevuta a Roma è tecnica e logica e nessuno vuole nuove tasse per l'Abruzzo». «Il Presidente vicario della Regione, Enrico Paolini», ha aggiunto Pagano «non può pensare che il governo possa essergli ostile per spirito di parte. Mi sembra normale che i tecnici del ministero abbiano ritenuto che i 100 milioni che la Regione ritiene di non dovere alle cliniche private si possano scomputare dal debito solo dopo che saranno stati effettivamente recuperati dal contenzioso con le cliniche stesse».

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