PESCARA. Una alleanza con l'Udc, in vista delle prossime amministrative «farebbe bene a noi e al Paese». Ma bisogna verificare se il partito di Casini «è maturo o continuerà a tenere le mani libere». Lo dice Franco Marini in una intervista all'Espresso, in edicola oggi. Per l'ex presidente del Senato l'esperimento si potrebbe anche fare in Abruzzo, ma «questa condizione per ora non c'é». Il guaio della sanità abruzzese, spiega, «viene dalla gestione precedente. Del Turco e gli altri sono amici indagati, non possono essere considerati colpevoli, ho fiducia che riescano a dimostrare la loro estraneità. Ma per il Pd le elezioni si faranno in un clima difficilissimo. Non accettiamo una nostra emarginazione, ma ci deve essere la nostra disponibilità a una candidatura che ci faccia ricomporre un'alleanza larga». E con Di Pietro si può recuperare? «Di Pietro», risponde Marini, «mostra una voglia e un'aggressività verso il Pd che deve temperare, altrimenti non c'é spazio per grandi rapporti. Se facciamo passare la depressione ai nostri militanti, anche la forza di Di Pietro si sgonfierà automaticamente». L'ex presidente del Senato parla anche del Pd «Basta col partito fru fru, il leader deve mettere il petto avanti», dice nell'intervista all'Espresso rivolgendosi al segretario del Pd Walter Veltroni. «La sconfitta elettorale è stata forte, poi abbiamo perso Roma», spiega Marini, «non mi colpisce la delusione, ma la continuità di questo stato d'animo. Devo dire che qualche incertezza della struttura nazionale del partito c'é, per i miei gusti, in un momento di difficoltà come questo, la vorrei vedere più determinata, più incisiva».