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Data: 05/09/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Ai Comuni la tassa sulla casa. Federalismo, ok il primo incontro tra Calderoli ed enti locali Ma Cacciari s'infuria: Venezia esclusa dalle città metropolitane

ROMA. Ai Comuni la nuova tassa sulla casa che dovrebbe raggruppare tutte quelle esistenti, alle Regioni le tasse sui Consumi (Iva) e sulla produzione (Irap), alle Province le tasse sulla circolazione e sulla benzina. Sono le prime indicazioni sulla proposta di federalismo fiscale che ieri il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli, ha presentato a Regioni, Province e Comuni. Positive le prime reazioni degli amministratori, soddisfatto Calderoli.
Una polemica, durissima, si apre però sul capitolo delle città metropolitane, quelle che avranno più finanziamenti e maggiore autonomia di entrate e di spesa. A sorpresa, nella bozza Calderoli vengono infatti comprese solo le 7 città che hanno più di 350 mila abitanti: Roma, Milano, Firenze, Torino, Napoli, Bologna e Genova. Due le esclusioni rispetto alla prima lista, quelle di Venezia e Bari, ma i sindaci delle due città già si dicono pronti alle barricate.
Decidere l'importanza di una città metropolitana sulla base degli abitanti, attacca Massimo Cacciari, «sarebbe un'idiozia che non merita commento». Invita chi evidentemente non lo sa a documentarsi «sul ruolo, sociale e culturale, sull'immagine e anche sul peso economico» che ha Venezia per tutto il Paese. Che «qualcuno possa sognarsi di depennare Venezia dal numero delle città metropolitane» per penalizzarla così per quanto concerne i finanziamenti, sostiene, «lascia semplicemente stupefatti».
Ancora più duro il sindaco di Bari, Michele Emiliano (Pd): «Loro sono quelli che oltraggiano l'inno nazionale e poi giurano sulla Costituzione della Repubblica. Ma se credono di giocare con il destino di centinaia di migliaia di baresi, bene, dovranno passare sul mio corpo».
Al di là del capitolo città metropolitane il confronto sul federalismo sembra però partito bene. «Ci sono stati passi in avanti» conferma il sindaco di Torino Sergio Chiamparino. Anche se, avverte, bisognerà presto mettere delle cifre «vicino ai princìpi». Facendo la somma di quanto stabilito dai princìpi illustrati ieri, segnala infatti, sarebe necessario il doppio delle risorse attualmente spese nell'intermediazione pubblica. «E dunque non può funzionare».
Il presidente dei Comuni, Leonardo Domenici, chiede che la tassa unica sugli immobili venga introdotta subito, per riempire il vuoto nelle casse comunali lasciato dall'abolizione dell'Ici. «Dovrà essere il primo decreto attuativo», gli fa eco Chiamparino.
A far discutere è poi anche la possibilità concessa a Comuni e Province di imporre tasse «di scopo», legate cioè a particolari obiettivi. Nella bozza Calderoli si parla esplicitamente della realizzazione di opere pubbliche o della necessità di finanziare «eventi particolari quali flussi turistici e mobilità urbana». Parole che allarmano gli albergatori preoccupati dal fatto, come dice il presidente della Federalberghi di Confcommercio, Bernabò Bocca, che per questa via possa essere «reintrodotta surrettiziamente la vecchia imposta di soggiorno».

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