Primo incontro con il ministro per il contratto scaduto a fine 2007. La manovra toglierebbe 800 euro in busta paga da gennaio
ROMA. Si profila un autunno caldo nel pubblico impiego per il rinnovo del contratto, scaduto a fine 2007. Dopo la pausa agostana è ripartito il confronto tra il ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, e i sindacati che chiedono più soldi e la restituzione di quanto è stato tagliato con la manovra economica anticipata prima dell'estate: la riduzione del 10% del fondo per la contrattazione integrativa, che interessa tutti i lavoratori del pubblico impiego.
Ma anche il ?congelamento' della leggi speciali a sostegno della produttività (per alcuni settori come ministeri, parastato e agenzie fiscali).
Un combinato disposto che, secondo i sindacati, porterebbe da gennaio ad una decurtazione della busta paga fino a 800 euro. Mentre per il ministero, si tratterebbe di dati «infondati».
Brunetta in mattinata ha visto prima i leader di Cgil, Cisl e Uil, Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni, e Luigi Angeletti e, separatamente, il numero uno dell'Ugl, Renata Polverini; nel pomeriggio le federazioni di categoria.
Quest'ultime hanno deciso un fitto calendario di mobilitazione che interesserà l'intero territorio nazionale e tutti i comparti e che porterà il 17 ottobre, a Roma, ad una assemblea. Alla quale è prevista la partecipazione di 5 mila persone tra quadri e delegati e che, sulla base dei risultati ottenuti, valuterà lo stato della vertenza e le conseguenti iniziative di lotta da assumere. Pur giudicando positivamente l'incontro con Brunetta («il primo con le categorie dal suo insediamento», rilevano), per Fp-Cgil, Fps-Cisl e Uil-Pa restano per intero le distanze sulle risorse. Al di là dello scontro sui numeri (che ha visto anche ieri un polemico botta e risposta tra il ministero e la Fp-Cgil), il pressing dei sindacati sui soldi - secondo alcune interpretazione raccolte negli stessi ambienti sindacali - rafforzerebbe Brunetta nel confronto con il ministero dell'Economia al momento della preparazione della Finanziaria. A questo punto, infatti, i sindacati si aspettano un segnale positivo da parte del Tesoro, chiedono quindi una convocazione a Palazzo Chigi perchè la discussione - dicono - non può che svolgersi con il governo collegialmente. Quanto all'indice da prendere a riferimento per gli aumenti retributivi - rilevano - dovrà essere lo stesso parametro che sarà deciso per il settore privato nel negoziato sul nuovo modello contrattuale. «Noi abbiamo ribadito il nostro punto di vista e il ministro il suo, ma c'è la consapevolezza di tutti che così il contratto non si fa», ha detto il segretario della Fp-Cgil, Carlo Podda.
«Senza pregiudizi parteciperemo al tavolo per migliorare i servizi e valorizzare il lavoro - ha affermato il segretario generale della Uil-Pa, Salvatore Bosco - ma il governo riveda gli stanziamenti». Per il segretario Fps-Cisl, Rino Tarelli i problemi sono tanti e il ministro Brunetta ne è consapevole. C'è bisogno di successivi momenti di verifica».