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Pescara, 26/06/2026
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Data: 07/09/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Lega Nord, gazebo e firme per il federalismo. Prima uscita a Pescara del partito di Bossi. I promotori sono tutti abruzzesi doc

«L'Abruzzo ha grandi risorse ignorate Vogliamo importare il modello lombardo»

PESCARA. Sono giovani, sono professionisti e imprenditori, sono abruzzesi, sono leghisti. È l'identikit di un nuovo movimento che sta mettendo radici nella regione. Ieri a Pescara sono comparsi quattro gazebo e altrettanti banchetti per la raccolta di firme per una petizione a favore del federalismo fiscale. Attorno alle tende le bandiere della Lega Nord e di Alleanza Federalista, il movimento fondato dal parlamentare Giacomo Chiappori che sta lavorando per portare la Lega di Umberto Bossi al di sotto della cortina del Nord.
«Abbiamo raccolto oltre 500 firme», dice a fine sera Andrea Ricci, commercialista, uno dei promotori del movimento assieme all'imprenditore Mauro Scioli, a Salvatore Tarantini, avvocato, Massimiliano Trovarelli, Mauro Caramanico e altri. «Hanno firmato molti giovani, ma in genere gente di tutte le età. Nessuno ha polemizzato. Nessuno ha firmato per protesta contro la politica, ma solo per dare una risposta ai problemi della regione. La domanda più frequente? Se siamo abruzzesi».
La risposta è sì e infatti il logo che campeggia tra i gazebo, oltre a quelli di Alleanza federalista e Lega Nord, è "Io amo l'Abruzzo". «Noi vogliamo importare in Abruzzo il modello federale e autonomista della Lega», dicono i promotori, «perché dove c'è un popolo ci può essere la Lega», precisa Tarantini per togliere al partito di Bossi l'immagine («folkloristica») di partito antimeridionale. E infatti, aggiungono, sono stati proprio loro a contattare la Lega Nord e non il contrario. «Li abbiamo sollecitati e loro ci hanno mandato due segretari di sezione con le bandiere».
Alla domanda se il federalismo fiscale possa risultare dannoso per l'Abruzzo, come molti assicurano, rispondono che il federalismo è un'occasione per ottimizzare le risorse e scommettere sull'efficienza responsabilizzando l'amministrazione pubblica. «E poi lo stato federale si farà comunque e dunque è meglio arrivarci preparati».
«Ogni regione ha le sue risorse e potrebbe vivere di luce propria», spiega Scioli, «noi non immaginiamo neanche le risorse che abbiamo e che non utilizziamo».
Per il momento i promotori della Lega Nord abruzzese ecludono che attraverso di loro la Lega possa presentarsi alle prossime elezioni regionali. «Stiamo solo sondando il terreno», assicurano.
Vicino ai promotori del movimento abruzzese, nessuno dei quali con un passato di politica militante, anche se tutti assicurano di essere vicini all'area del centrodestra, c'è anche l'imprenditore Paolo Primavera, ex presidente dei giovani industriali di Confindustria Abruzzo e oggi presidente di Ance Chieti: «Questa regione ha bisogno di una riforma radicale», spiega, «e noi non abbiamo nessuna fiducia che questa classe politica, sia di centrodestra che di centrosinistra, sia all'altezza di riportare in alto la regione in termini di sviluppo. E poi diciamolo, a livello centrale non contiamo niente, i nostri politici meno. Per cui la ricetta federalista lombarda cala a fagiolo in Abruzzo che ha un potenziale enorme, mai stato sfruttato nè visto».

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