Sondaggi per l'ingresso di nuovi azionisti: occhi puntati su Polegato (Geox) e mister Technogym
ROMA. È tutta concentrata sulla vendita del "buono" di Alitalia l'attenzione dell'Unione europea. Non ci sono problemi di antitrust, secondo il commissario ai trasporti Antonio Tajani. Si tratta solo di stabilire il giusto prezzo per la Compagnia aerea italiana di Roberto Colaninno in procinto di acquistare tutto eccetto la manutenzione pesante, i call center, i cargo e qualche migliaio di lavoratori. Dei quali, per inciso, si riprende a parlare domani al ministero del Lavoro. La caccia della Cai a nuovi soci, intanto, continua ma Corrado Passera fa il difficile. Un «no» deciso lo oppone alla Regione Lazio, intendendo avere nella società soltanto soci pubblici. La giornata semifestiva non ha fermato né la polemica politica né l'ansia dei lavoratori.
Quella di Alitalia, una volta accertata l'insolvenza da parte del Tribunale di Roma, è una corsa contro il tempo che tutti tentano di correre alla stessa velocità. Ma non senza difficoltà e divergenze di vedute. Come la questione dei soci. Adesso sono diciotto, secondo Corrado Passera, amministratore delegato di Intesa SanPaolo, ideatore del Piano Fenice si potrà arrivare a 20-25, nessuno pubblico, e tutti con quote non superiori al 10-15%. «Questa è una vera privatizzazione - ha detto ieri a Cernobbio - quindi i soci devono essere enti privati». E con ciò porte chiuse alla Regione Lazio. «Un errore», reagisce subito il governatore Piero Marrazzo.
Raffreddate da Passera anche le proteste degli enti locali milanesi sulla limitazione alla rotta Milano-Roma per Linate: «Milano non può avere due aeroporti concorrenti». In qualche modo è d'accordo il presidente della Sea, società di gestione degli aeroporti milanesi, Giuseppe Bonomi. Secondo lui c'è la disponibilità di discutere della nuova destinazione di Linate «se Malpensa torna hub», riacquista cioè per Alitalia la funzione di scalo internazionale perduta l'inverno scorso. Apprezzamento, invece, per come stanno andando le cose al ministero del Lavoro.
Con i sindacati, dice Passera, è stata avviata «una trattativa seria e responsabile», comunque una trattativa «fondamentale» per fare della nuova Alitalia «un'azienda che sta in piedi». In qualche modo il destino di molti lavoratori è legato anche a quello degli aeroporti milanesi. Passera è disponibile a valutare la proposta di Letizia Moratti, sindaco di Milano. Pronta a riassorbire esuberi se Malpensa ritroverà peso. Altro tema caldo è quello del socio straniero. Mentre per gli italiani si vocifera di imminenti ingressi di Moretti Polegato (Geox) e Nerio Alessandri (Techogym), sotto la lente c'è l'intenzione di Air France-Klm di prendere una quota, che dovrà comunque essere, secondo Passera, di minoranza.
I franco olandesi, lasciati fuori in primavera perché l'attuale maggioranza, allora in campagna elettorale, non voleva proprietà straniere, rientrerebbero come partner strategico della nuova Alitalia. Pagando meno e ottenendo di più di quanto avrebbe avuto dal governo Prodi, secondo il leader del Pd Walter Veltroni. Veltroni ieri ha definito Jean Cyril Spinetta, numero uno di Air France Klm, un genio ma ha anche dato atto a Roberto Colaninno e Corrado Passera «di essere bravi». «Ora Spinetta - è l'opinione di Veltroni, contestata dal centrodestra - si trova una compagnia in cui si sono caricarti gli oneri passati sui cittadini e poi Alitalia sarà data agli stranieri».