CERNOBBIO. Il 2008 vede l'Europa e gli Usa alle prese con un «grave rallentamento» dell'economia, con il Vecchio Continente che però ha oramai «toccato il fondo» e solo dal 2009 sarà possibile una ripresa anche grazie al rallentamento della corsa del greggio e delle materie prime.
Da Cernobbio i vertici delle istituzioni europee, il presidente della Commissione Ue Manuel Barroso, il commissario degli affari economici Joaquin Almunia e il presidente della Bce Jean Claude Trichet provano ad allontanare lo spettro della recessione e ribadiscono la pericolosità della spirale inflazionistica e della necessità di tenere sotto controllo i prezzi.
«La prossima settimana (mercoledì mattina ndr) la Commissione Europea presentera delle previsioni riviste», probabilmente al ribasso, afferma Barroso secondo cui «speriamo che si eviti un qualsiasi scenario di recessione».
Chi invece ha già pubblicato i propri dati è la Bce e il suo presidente Trichet ricorda a Cernobbio che dalle analisi dell'Eurotower «nel secondo e terzo trimestre di quest'anno abbiamo toccato il fondo. E ora per il 2009 ci attendiamo una graduale ripresa».
A favore di una maggiore capacità di recupero dell'Europa rispetto agli scenari conosciuti nelle crisi precedenti Almunia, che ha approfittato dell'evento di Cernobbio per un faccia a faccia con il ministro dell'economia Giulio Tremonti, cita il miglior stato di salute della finanza pubblica degli stati e la politica monetaria della Bce incentrata sul contenimento dei prezzi.
Concorda su una possibile partenza della ripresa nel prossimo anno anche il presidente degli industriali Emma Marcegaglia, per la quale «i primi a riprendere saranno gli Usa, l'Europa crescerà meno ed il problema sarà capire se l'Italia si riprenderà più lentamente come ha sempre fatto o meno».
Nell'anno in corso infatti «la crescita dell'Italia sarà pari a zero mentre l'Europa crescerà dell'1,4%». E ai paesi europei ma in particolare all'Italia che sconta una «delle peggiori situazioni in tema di costo del lavoro» il commissario Almunia avverte di non attuare misure di aumento nominale dei salari che verrebbero peraltro annullate dall'inflazione, una situazione già vista nel suo paese, la Spagna.
Piuttosto Almunia invita a puntare su obiettivi precisi e mirati, ma soprattutto a «sostenere il potere d'acquisto» attraverso «l'aumento della produttività, riducendo il costo unitario del lavoro e aumentando così la competitività del sistema Italia».
Almunia si dice anche favorevole all'introduzione di misure da parte dell'Unione Europea per «creare maggiore trasparenza sulle riserve petrolifere, che devono essere aggiornate su base settimanale», in modo da ridurre la speculazione sui prezzi del greggio. Confermando che la crisi economica può avere «un effetto sulla riduzione dei prezzi del petrolio, solo nel breve termine».