Il re delle cliniche deciso a ripetere la sua confessione sui soldi ai politici
PESCARA. Un processo anticipato. Si scrive incidente probatorio, ma il confronto di domani in aula, grande accusatore da una parte e accusati dall'altra, è un'anteprima di giudizio per Del Turco e gli altri indagati principali della maxi-inchiesta sulla sanità abruzzese. La Procura di Pescara, dopo averlo sentito per sette volte, vuole l'ottavo interrogatorio di Vincenzo Angelini, re delle cliniche private, per farsi ripetere la storia dei 15 milioni di tangenti pagate ai politici in cambio di favori. Così l'accusa diventerà una prova.
L'ATTO CLOU. Dopo gli arresti del 14 luglio - per reati che vanno dall'associazione per delinquere al riciclaggio, dalla concussione alla corruzione - che hanno decapitato il governo della Regione Abruzzo, l'altra data in rosso sull'agenda dei magistrati pescaresi è quella di domani, 8 settembre. Tutti gli occhi saranno puntati sul grande accusatore, Vincenzo Maria Angelini, il quale siederà davanti al gip Maria Michela Di Fine nel posto solitamente riservato ai testimoni. Alla destra del giudice i tre pm Nicola Trifuoggi, Giuseppe Bellelli e Giampiero Di Florio. Subito dietro di loro l'avvocato difensore della «parte offesa»: Sabatino Ciprietti. Di fronte al giudice (ma la loro presenza non è obbligatoria, quindi è un'incognita), gli undici accusati principali: Ottaviano Del Turco, Lamberto Quarta, Antonio Boschetti, Camillo Cesarone, Gianluca Zelli, Luigi Conga, Bernardo Mazzocca, Vito Domenici, Giancarlo Masciarelli, Angelo Bucciarelli e Francesco Di Stanislao, i quali potranno guardare in faccia chi li ha mandati in carcere (o ai domiciliari). Ma non potranno rivolgere direttamente domande ad Angelini, come invece faranno gli avvocati difensori degli indagati. Domande e risposte saranno registrate. Il giudice potrà autorizzare anche l'uso delle telecamere interne. Già fissato, dallo scorso 25 luglio, l'elenco delle domande che saranno rivolte dai pm ad Angelini: condotte degli indagati, circostanze e modalità relative alle richieste di denaro o di altre utilità nei confronti di Vincenzo Angelini, alle promesse e alle consegne di denaro; rapporti tra gli indagati e Angelini; fatti e vicende relativi alla prima cartolarizzazione e ai rapporti di Angelini con la Regione Abruzzo e con la Asl di Chieti dal 2003 al luglio 2008, alle sponsorizzazioni Humangest 2005-2006, alle vicende delle case di cura del gruppo Villa Pini nel periodo in esame e altri fatti riferiti da Angelini nel corso delle spontanee dichiarazioni e degli interrogatori resi ai pubblici ministeri». Seguiranno le domande degli avvocati difensori degli indagati. In qualsiasi momento gli indagati potranno chiedere di rendere dichiarazioni spontanee.
A COSA SERVE. L'incidente probatorio, disciplinato dall'articolo 392 del codice di procedura penale, è l'acquisizione anticipata di prove da utilizzare nel processo: «Nel corso delle indagini preliminari il pm e la persona sottoposta alle indagini possono chiedere al giudice che si proceda con incidente probatorio» per una serie di casi, tra cui «l'assunzione di testimonianze quando c'è il rischio che la persona da interrogare sia sottoposta a violenza, minaccia, offerta o promessa di denaro affinché non deponga o deponga il falso». Il caso che riguarda Angelini è quello previsto alla lettera c): «esame della persona sottoposta alle indagini su fatti concernenti la responsabilità di altri». L'esame è stato chiesto dai pm al gip, che l'ha concesso nonostante l'opposizione di alcuni difensori che volevano evitare l'interrogatorio.
CHE FARÀ ANGELINI. Il grande accusatore, attraverso il suo avvocato, ha già fatto sapere ormai da tempo che è intenzionato a ripetere, una per una, tutte le accuse già verbalizzate: «Ho pagato 5,8 milioni a Del Turco, Quarta e Cesarone»; «ho consegnato 6 milioni a Conga»; «ho dato 500mila euro a Domenici». Ma l'interesse maggiore è legato agli elementi nuovi che Angelini vorrà aggiungere, sollecitato dalle domande dei pm prima e degli avvocati poi. Chiarimenti ed eventuali precisazioni che potrebbero chiamare in causa altri personaggi oppure definire meglio le posizioni dei singoli indagati.
CHE FARANNO GLI ALTRI. Ovviamente c'è attesa anche per verificare la presenza in aula degli accusati, primo tra tutti l'ex presidente della giunta regionale Ottaviano Del Turco che dal carcere, saputo del confronto, si disse subito disposto ad affrontare Angelini. Tuttavia giova ricordare che i suoi difensori, pochi giorni dopo, si sono opposti alla richiesta di incidente probatorio sia per conto suo che per conto di Masciarelli e Quarta. Altra opposizione quella presentata dal collegio difensivo di Gianluca Zelli. I legali, che hanno lamentato il poco tempo avuto per esaminare le carte, sono pronti a sollevare le medesime eccezioni nella fase iniziale della camera di consiglio che si prevede ricca di schermaglie. Non è certa, insomma, la presenza degli accusati. Con ogni probabilità, l'ottavo interrogatorio del grande accusatore non si esaurirà in un'unica giornata. A quel punto toccherà al gip decidere se procedere a oltranza, nella stessa settimana, oppure fissare altre date.
LE INDAGINI. L'attività del pool, affidata ai finanzieri, prosegue senza sosta, sul fronte dei soldi che sarebbero finiti all'estero e degli accertamenti patrimoniali sugli immobili di proprietà degli indagati. Una ricerca destinata a continuare.