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Pescara, 26/06/2026
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Data: 10/09/2008
Testata giornalistica: Il Centro
«Se parla ancora Del Turco torna in carcere» Trifuoggi indaga sulle banche e avverte l'ex presidente dopo l'intervista al Centro

PESCARA. «E' stata una giornata molto positiva per la giustizia» dice il procuratore capo, Nicola Trifuoggi, che però avverte Ottaviano Del Turco: «Se rilascia altre interviste chiederò che torni in carcere ma non a Sulmona». La Procura di Pescara non ha gradito l'intervista che l'ex presidente della giunta regionale ha rilasciato ieri al Centro sulle pressioni di poteri forti sui pm. «Per gli indagati agli arresti domiciliari c'é il divieto assoluto di comunicazione con l'esterno. Si potrebbero aggravare le misure a suo carico qualora ci fossero reiterate violazioni», dice Trifuoggi. E per aggravamento il capo del pool di Sanitopoli intende il ritorno di Del Turco in prigione. «Ma Del Turco ha capito di aver sbagliato».
«Il suo difensore, Giuliano Milia, lo ha avvertito che così rischierebbe la galera e infatti mi pare che oggi, uscendo dall'incidente probatorio, Del Turco non abbia fatto nessuna altra dichiarazione».
Ma lo stesso magistrato annuncia che, una volta terminato l'incidente probatorio (tra giovedì e venerdì prossimi) verranno meno le esigenze cautelari che hanno portato agli arresti gli ex amministratori della Regione. I magistrati, quindi, non si opporranno alle richieste di remissione in libertà non solo di Del Turco ma anche di Quarta, Cesarone, Masciarelli e gli altri.
Qual è il commento dell'accusa alla prima giornata di incidente probatorio? Trifuoggi è molto soddisfatto. «Vincenzo Angelini è apparso sicuro, tranquillo, determinato, senza esitazioni, con alcuni slanci dialettici e pure delle parolacce (con cui Angelini ha già riempito i precedenti interrogatori, ndr). Al centro dell'attenzione del re delle cliniche private c'è sempre la sua azienda, nata 60 anni fa e che ora qualcuno, secondo lui, vorrebbe distruggere».
«Il voto ad Angelini? Non sono un insegnante, chiedetelo alla Gelmini... Però in condotta è andato bene», scherza il procuratore. «Vincenzo Angelini è lucido, ha riconfermato tutte le accuse (15 milioni di tangenti pagate dal 2004 al 2008), ricostruendo gli eventi con precisione: ma era già stato preciso prima». Nessuna marcia indietro, «e non accadrà», dice Trifuoggi, da parte del re delle cliniche private. «Mai stati preoccupati che accadesse. Ma non vorrei che si dica che la Procura li ha già condannati tutti. Diciamo che è un momento importante dell'inchiesta». Oggi parte da Pescara la nuova rogatoria per Londra: i pm sono a caccia delle tangenti. Le cercano nelle banche, pensano di aver imboccato la pista giusta.

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