Tavoli separati per piloti (Cusani consulente per Up) e hostess. Airfrance-Klm pronta a una quota di minoranza «ma remunerativa»
ROMA. Si può fare, ma a certe condizioni. Il leader della Cgil Guglielmo Epifani ammorbidisce la propria posizione su Alitalia e il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi si dice convinto di poter chiudere la trattativa domani sera, come da calendario. Lo scoglio del contratto del personale potrebbe essere superato con una trattativa all'ultimo uomo sugli esuberi e accordando tavoli separati di discussioen a piloti e assistenti di volo. L'Unione Piloti (1.800 iscritti) ha indicato come proprio consulente Sergio Cusani, l'ex finanziere coinvolto in Tangentopoli, che nella nuova attività si è già confrontato con Colaninno su Telecom e Piaggio. Avrebbe già studiato il dossier di Intesa SanPaolo.
Procedono intanto anche le manovre finanziarie con Air France-Klm sempre disposta a entrare nella Compagnia aerea italiana con una «quota di minoranza purché remunerativa». I francesi, intanto, hanno presentato un'offerta per Austrian Airlines, negli interessi anche di Lufthansa.
Il risiko dei cieli, in Europa, è quanto mai vivace e il commissario ai trasporti Antonio Tajani ha un gran da fare per contenere il governo italiano italiano nei ranghi della legalità e non far fallire Alitalia.
Analogo problema con i greci e Olimpic Airways.
Oltre che delle modifiche alla legge Marzano, l'Europa si deve occupare dell'ultimo prestito ponte concesso ad Alitalia dal Tesoro, per il quale si attende una risposta il 3 ottobre. Entro quella data il governo italiano deve fornire i chiarimenti necessari per archiviare o meno il ricorsi di British Airways, Ryanair, Neos e Sterling che hanno considerato quel prestito un aiuto di Stato non ammesso dalle norme comunitarie.
Il governo, come da tradizione sindacale, ha offerto la propria mediazione fra i lavoratori e la cordata della nuova Alitalia. «Di solito i contratti collettivi riguardano le parti sociali, ma se ci verrà richiesto il governo è pronto a mediare», ha garantito ieri mattina Sacconi ribadendo la scadenza di giovedì. La reazione dei sindacati confederali non si è fatta attendere, soprattutto quella considerata più a rischio. La Cgil, ipercritica nei giorni scorsi sul piano Fenice e che ha calcolato nel 50 per cento la riduzione del costo del lavoro proposta, chiede per bocca di Epifani «vere garanzie di volontà di investimento».
Insomma, niente tagli alla cieca, tanto per risparmiare. Pronta a firmare anche la Cisl, e anche Raffaele Bonanni è in attesa di garanzie. Luigi Angeletti, Uil, rimprovera alla Cai di aver aggiunto difficoltà al tavolo nel momento in cui ha proposto il contratto unico.
L'intenzione dei sindacati è di riportare il costo del lavoro nei parametri internazionali. Carta alla mano, i conti della Cgil rivelano che la Cai punta a un rapporto del costo del lavoro sul fatturato del 9,8% contro l'attuale 19%, ma ma soprattutto contro il 26% pagato da Air France-Klm. La cifra offerta, insomma, dovrebbe essere aumentata così come gli esuberi andranno, secondo il sindacato, calcolati in nome dell'efficienza e non del risparmio.
Nonostante queste difficoltà attorno all'operazione è stato manifestato ieri un moderato ottimismo. E' la parola che ha scelto Corrado Passera, amministratore delegato di Intesa SanPaolo e autore del piano Fenice, illustrando la questione a 1500 manager del gruppo bancario. «Insieme agli investitori - ha detto Passera - abbiamo individuato un management che ha le caratteristiche per realizzare un piano in condizioni difficili. Ora è in corso una complessa trattativa con le organizzazioni sindacali, verso la quale nutriamo rispetto e un'aspettattiva improntata all'ottimismo».