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Pescara, 26/06/2026
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11/09/2008
Il Messaggero
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Il fermento dei sindacati, Filt Cgil in testa. Gli imprenditori: serve una piattaforma logistica. La "visione globale" di Angelucci, i timori di Ardizzi, la missione di D'Alfonso e l'appello di Di Carlo |
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I timori e l'indignazione di Ezio Ardizzi. Il fermento dei sindacati, Filt Cgil in testa. Le lettere del sindaco Luciano D'Alfonso e la visita già annunciata per martedì al quartier generale di Ferrovie spa. Le strategie dell'Unione industriali di Pescara. Quattro realtà, quattro diversi mondi in fibrillazione per la crisi dei trasporti in Abruzzo e in particolare a Pescara. Con una precisazione: Ferrovie spa assicura che i tempi di percorrenza tra Pescara e Milano non cambieranno, spiega che gli Eurostar sono stati sostituiti solo perché la linea adriatica non è attrezzata per l'alta velocità e scrive che il vagone ristorante sarà eliminato solo perché non è remunerativo. Eppure sommando il declassamento dei treni, la fuga delle navi e, aggiunge Nazario Pagano (Pdl), anche il collegamento con Malpensa cancellato da Volare Web, è forte il senso di un Abruzzo impoverito e più distante. «Accipicchia se ci saranno ripercussioni - tuona Ezio Ardizzi, presidente di Camera di commercio e di Confcommercio -. E' una perdita di immagine innanzitutto. Sono segnali allarmanti. Anche noi parliamo da anni di "Pescara porta dell'est" ma gli sforzi imprenditoriali non sono finora riusciti a sfondare per aprire collegamenti stabili con l'altra sponda. Si salva l'aeroporto, ma senza porto e ferrovie anche quello sarà mortificato: dobbiamo essere forti e capaci per mettere alla stanga chi decide e purtroppo il compartimento marittimo e ferroviario - conclude Ardizzi - sono controllati da Ancona». Il sindaco D'Alfonso si prepara a una missione esplorativa. «Martedì andrò a parlare con Mauro Moretti, amministratore delegato delle Ferrovie, e andrò ad illustrargli i numeri dell'Adriatico: da qui passano 153 milioni di automobili l'anno e l'asse attrezzato è il più battuto, a conferma della centralità di Pescara, ruolo che va riconquistato anche nello sviluppo ferroviario». Non sta a guardare la Filt Cgil che per voce del segretario provinciale Franco Rolandi annuncia riunioni sul tema caldo dei trasporti in Abruzzo: «In vista delle elezioni regionali avvieremo un confronto serrato con partiti e coalizioni al quale interverranno i vertici nazionali del sindacato» dice Rolandi preannunciando lo sciopero per il rinnovo del contratto il 12 e 13 ottobre. Punta tutto sullo sviluppo dell'intermodalità Vittorio Di Carlo, presidente Saga: «In Abruzzo ci si muove troppo su gomma. Al porto e all'aeroporto non si arriva in treno, nè i binari arrivano all'interporto che si inaugura nel 2009: occorre pensarci e rimediare, individuare i soggetti che dovranno gestire queste realtà». Altrimenti è finita prima di cominciare, fa intendere Di Carlo. Uno scenario a tinte fosche che l'Unione industriali di Pescara vuol contribuire a rischiarare con una strategia ben tracciata dal presidente Mauro Angelucci: «Abbiamo candidato Pescara a diventare la più grande piattaforma logistica del centro Italia - così il direttore Luigi Di Giosaffatte spiega le strategie di Angelucci - e stiamo concludendo un progetto sui processi di internazionalizzazione dell'imprenditoria pescarese che ha attirato l'interesse dei vertici nazionali di Confindustria». Progetto che include anche commercianti e artigiani che hanno risposto alla chiamata con entusiasmo. Tutto era cominciato con il Forum dell'economia e dello sviluppo lanciato dal presidente Angelucci nella scorsa primavera. «A fine settembre - spiega Di Giosaffatte - riapriremo tutti i tavoli, invitando sistema bancario, sindacati e anche la Saga per una nuova logistica concepita con una visione globale». Ma se la porta dell'Est non si spalanca a Pescara, l'Abruzzo passerà da Bergamo per sbarcare a Oriente.
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