PESCARA. «Mi imponevano persino la banca». Angelini cala un asso per l'accusa nel secondo interrogatorio. E' un asso di denari che si chiama Deutsche Bank, filiale di Londra, la pista principale seguita dal pool di Sanitopoli. Trifuoggi chiede al grande accusatore di spiegare il capitolo banche; Angelini risponde: «E' stato Masciarelli a darmi l'aut aut per conto di Del Turco».
E' novembre del 2006: Giancarlo Masciarelli, coinvolto nello scandalo Fira, sta per essere arrestato per la prima volta dalla procura di Pescara. Ma fa in tempo ad incontrare Vincenzo Angelini per dirgli: «Devi affidarti alla Deutsche Bank», e gli fa il nome di un personaggio che la Procura ritiene un uomo chiave. Si chiama Fabio De Concilio. Il pool dei magistrati di Sanitopoli lo ha convocato il 18 luglio in procura. Ma lui, con un fax da Londra, ha dribblato i pm. Sta di fatto che Masciarelli - secondo quanto Angelini ha riferito ieri in aula al gip, Maria Michela Di Fine - va dal titolare di Villa Pini su ordine di Del Turco, presunto regista dell'intero affare. «Questo, però, Masciarelli non me lo dice. Lui mi dà solo l'aut aut: cedi i 15 milioni di euro a questa banca sennò la Regione non paga i tuoi crediti. È Lamberto Quarta che, qualche giorno più tardi, mi spiega che la Deutsche Bank è diventata banca di riferimento della Regione per grandi progetti: il porto di Ortona, il traforo ferroviario della Maiella e la metropolitana di superficie. Non avevo scelta», dice Angelini, «ho ceduto 15 milioni di crediti (vantati con la Asl di Chieti, ndr) alla Deutsche Bank». I tempi coincidono perché il 24 ottobre del 2006 Del Turco è a Londra, nel quartier generale della banca, per definire l'operazione finanziaria con l'istituto londinese.
Angelini va avanti nel racconto: «Ho parlato due volte con De Concilio e altri due dirigenti Deutsche (dei quali la procura sa i nomi, ndr), la seconda volta abbiamo litigato e ho chiuso il telefono». Ma chi è De Concilio? E' il referente maggiore della Deutsche Bank per condurre in porto l'operazione dei conti della sanità abruzzese. Ex promotore finanziario, definito giovane e dinamico, appariva come un punto di riferimento per Del Turco e il suo staff.
I direttori generali delle Asl dichiarano di esserselo ritrovato seduto al tavolo nelle riunioni per affrontare il problema della certificazione dei crediti. In una delle intercettazioni, a operazione di cessione dei crediti conclusa, un componente dello staff comunica che «in giunta hanno approvato la delibera su Deutsche e Fabio andrà all'Aquila perché è fissato un appuntamento con Quarta». La delibera è quella numero 58 del 28 gennaio scorso che dà la stura all'inchiesta su Sanitopoli perché la giunta Del Turco approva il saldo alla Deutsche dei crediti d'oro ceduti alla banca da Angelini, crediti ritenuti inesigibili. In un'intercettazione telefonica del 14 febbraio Quarta si lamenta con un altro indagato perché il manager della Asl di Pescara, Antonio Balestrino, ha rotto le uova nel paniere della giunta Del Turco: è l'unico dei sei direttori generali che non ha dato l'avallo all'affare dei 15 milioni di euro.