I Consumatori: situazione molto grave e preoccupante
BRUXELLES. L'economia italiana è entrata in una fase di stagnazione e di alta inflazione, un tunnel di cui la Commissione europea per ora non vede l'uscita. L'esecutivo Ue ha tagliato le previsioni di crescita del nostro Paese per quest'anno allo 0,1% dallo 0,5% di aprile, mentre secondo l'Istat le famiglie tirano la cinghia, consumano sempre meno. In un anno la spesa per i beni durevoli è crollata del 7%.
«Questo magro risultato - sottolinea Bruxelles - implica che non c'è alcun impulso di crescita per il 2009». Alla fine del 2008, afferma inoltre la Commissione, l'inflazione italiana dovrebbe attestarsi al 3,7% contro il 3% previsto ad aprile. La colpa è da ricondurre ai «recenti considerevoli aumenti salariali, concessi nonostante la bassa crescita della produttività che combinati con una competitività ancora limitata potrebbero impedire un rapido rientro dell'inflazione».
Berlusconi, da Londra, reagisce: «Credo di essere presidente del Consiglio di un Paese molto solido con un alto livello di vita e di benessere». Ma il suo ottimismo non piace a molti. Veltroni: «Continuiamo a scendere. Il Paese è fermo e cosa fa il governo di fronte a questa trave gigantesca? Invece di risolvere il problema di tanti italiani si è concentrato a risolvere il problema di un italiano solo». «Situazione assai grave e preoccupante», aggiungono i consumatori in un documento congiunto. «Siamo alla recessione», dice la Confcommercio, come si vede già nel tenore di vita delle famiglie italiane.
La Commissione, il presidente della Banca centrale europea (BCE) Jean Claude Trichet Trichet e il presidente dell'Eurogruppo Jean Claude Juncker sono stati ieri concordi su un futuro poco roseo per tutta l'Europa di cui l'Italia è il fanalino di coda.
Secondo le previsioni di autunno, nel 2008, l'economia dei Paesi che hanno adottato l'euro crescerà solo dell'1,3% invece che dell'1,7% indicato ad aprile, mentre quella della Ue a 27 dell'1,4% invece che del 2%. Va altrettanto male per l'inflazione che si attesterà quest'anno in Eurolandia sul 3,6% contro la stima precedente del 3,1% e nella Ue a 27 al 3,8% invece che al previsto 3,6%. La Commissione ha sottolineato comunque che «l'inflazione potrebbe essere ad un giro di boa visto che l'impatto delle ultime impennate dei prezzi energetici e dei generi alimentari dovrebbe gradualmente sfumare nei prossimi mesi» a condizione che il costo del petrolio e del gas continuino a scendere.
Trichet, che insieme a Juncker ieri è intervenuto di fronte alla Commissione finanze del Parlamento europeo, ha insistito sull'incertezza delle prospettive di crescita di Eurolandia e sui rischi di inflazione giustificando quindi l'attuale politica della Bce, «L'incertezza resta particolarmente alta -ha detto- con rinnovati rischi provenienti dall'impatto negativo della crisi dei mercati finanziari», mentre sulla stabilità dei prezzi «continuano a prevalere i rischi di rialzi a medio e lungo termine».
La politica attuale della Bce «contribuirà -ha aggiunto- a raggiungere l'obiettivo della stabilità dei prezzi a lungo termine». Secondo Trichet, la crisi finanziaria scoppiata negli Usa nel 2007 «ha colpito per la prima volta il cuore del sistema finanziario del mondo industrializzato».
Se la crescita è debole, le finanze pubbliche comunque tengono: il debito pubblico continua a salire (a giugno è a quota 1,649 miliardi di euro) ma le entrate fiscali vanno bene. Nei primi sette mesi sono cresciute del 5,4% e nel solo mese di luglio l'aumento è stato superiore all'11%, circa 4 miliardi in più rispetto a luglio 2007.