PESCARA. Reazioni in genere di soddisfazione alla nomina di Gino Redigolo a commissario per il piano di rientro della sanità. Per il consigliere regionale Camillo D'Alessandro, vice segretario regionale Pd, si tratta di «una grande vittoria per l'Abruzzo. Hanno vinto le ragioni della nostra regione e il grande lavoro portato della Giunta guidata dal presidente vicario Paolini, con il contributo determinante dell'agenzia sanitaria regionale».
Soddisfazione esprime Abruzzo-Confcommercio che parla di «decisione saggia da parte del Governo». «L'importante risultato di oggi», si legge in una nota «é la dimostrazione che insieme si vince e che solo attraverso la convergenza di tutte le forze economiche e sociali sarà possibile voltare pagina e ridare all'Abruzzo il ruolo che merita».
La Cgil regionale, commentando la decisione del Governo, sostiene che «si tratta di un risultato per il quale le parti sociali si sono unitariamente battute, di uno scampato pericolo che altrimenti avrebbe messo in ginocchio un'intera regione e aggravato notevolmente la condizione di migliaia di famiglie per le quali, già oggi, il futuro é un'incognita». «Non dobbiamo tuttavia dimenticare», si legge ancora», che la situazione rimane difficile, anzi drammatica. Il carico di debiti che la Regione e gli abruzzesi si portano dietro ci condizionerà per anni, motivo in più per intensificare l'azione di risanamento già avviata nell'ultimo periodo e che ha consentito di conseguire l'importante obiettivo di oggi».
Per il segretario generale della Uil, Roberto Campo, «l'azione unitaria delle istituzioni, della politica e delle forze sociali abruzzesi ha ottenuto l'attenzione del Governo nazionale e una decisione saggia del Consiglio dei Ministri, perché non si aumentano ulteriormente le tasse in Abruzzo né scattano automatismi che portino ad un aumento del debito. Ora, la strada giusta da imboccare in Abruzzo è quella delle riforme: né tasse, né debiti, ma riorganizzazione e razionalizzazione, del servizio sanitario regionale, ma anche degli altri servizi e dell'amministrazione pubblica. Ci aspettiamo che la campagna elettorale per le elezioni regionali del 30 novembre e 1 dicembre sia fatta a carte scoperte, indicando apertamente le principali misure che si intendono adottare e i tempi per la loro realizzazione. Al tempo stesso, è necessario continuare a far sentire la voce della nostra regione a livello nazionale affinché il federalismo fiscale sia costruito all'insegna sì della responsabilità ma anche dell'equilibrio e della sostenibilità. Di diverso avviso il portavoce regionale de «La Destra», Luigi D'Eramo, che parla di un «quadro politico abruzzese desolante. E' veramente incredibile», dice, «il vice presidente vicario, Enrico Paolini, mai eletto in nessuna tornata elettorale nella sua intera esistenza, ci informa con atteggiamento tronfio e soddisfatto che lui, in prima persona, e l'Abruzzo per suo merito ha raggiunto il ragguardevole risultato di farsi commissariare per risolvere il problema del debito della sanità, forse dimenticando che ha governato per più di tre anni con chi oggi si trova nelle aule del Tribunale di Pescara a difendersi dall'accusa di corruzione e concussione per aver preso tangenti proprio sulla sanità».