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Data: 13/09/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Alitalia a un passo dal fallimento. Al termine di un'altra giornata drammatica. Epifani (Cgil) riassume così i rischi della rottura: «Temo un esito tragico»

La "Cai" interrompe il negoziato, pressing del governo sui sindacati. Il commissario Fantozzi pronto ad avviare le procedure di mobilità per tutti i lavoratori

ROMA. Alla fine i sindacati sono stati lasciati soli nella notte a cercare una soluzione. Senza riuscire a trovarla. Undici sigle sindacali, tante sono quelle attive in Alitalia, hanno concordato su un solo punto: chiedere un incontro urgente al commissario Augusto Fantozzi per conoscere i tempi e i modi della messa in mobilità dei lavoratori. A meno di un colpo di scena, Alitalia è morta.
Undici anni non sono bastati a dare pace e stabilità alla privatizzazione di Alitalia. Incassati tutti i no, dal commissario Augusto Fantozzi, dall'acquirente, la Compagnia aerea italiana, dai rappresentanti dei lavoratori, il governo che pure aveva offerto una mediazione ha più o meno detto: fate da soli e ripassate quanto vi siete messi d'accordo. Il ministro del lavoro Maurizio Sacconi e quello dei trasporti Altero Matteoli si sono ritagliati il ruolo di notai semmai le obiezioni al piano di Corrado Passera, amministratore delegato di Intesa SanPaolo, fossero state riassunte in un documento unitario, accettato dalla controparte.
La notte più lunga di Alitalia si è trasformata presto in maratona. Dal tramonto all'alba, poi dall'alba al tramonto, poi ancora serata nella sede Anpac di via della Magliana. Per prendere atto dello stato delle cose e ammettere l'inconciliabilità delle posizioni. Si sarebbe dovuto rispondere a due domande cruciali: come salvare il maggior numero di posti di lavoro possibile? Quale contratto, o contratti, di lavoro sottoscrivere con la Compagnia aerea italiana? Risposte dalle quali discendevano le sorti di 20 mila posti di lavoro. Domande lasciate inevase dal vertice della notte precedente a Palazzo Chigi fra Gianni Letta, i ministri coinvolti, Corrado Passera e Rocco Sabelli, amministratore della Cai di Roberto Colaninno.
Perché se non si riprende a trattare, e non si capisce come visto le chiusure di tutte le parti in causa, Alitalia è finita. Il commissario Fantozzi, ha annunciato ieri Sacconi, avvia le procedure per la mobilità. Che non significa tutti a casa da oggi a domani ma quasi. Il documento che Fantozzi si appresta a firmare avvia una procedura burocratica non lunghissima ma che qualche spazio lo lascia. Per ora è tutto sospeso, congelato. I sindacati aspettano una risposta per lunedì. La Compagnia aerea italiana ha fermato la due diligence ma non ritirato l'offerta. Significa che i tecnici di Passera si faranno il weekend in santa pace invece che al lavoro sui conti disastrati di Alitalia per dividere il buono dal cattivo. Significa che uno spiraglio, esile esile, ancora c'è.
Fatto sta che serve tempo. I piloti dell'Anpac, i più arrabbiati insieme con quelli della manutenzione pesante Atitech di Capodichino, sono convinti che non ci sarà alcun documento unitario. Come dice anche il leader della Cgil Guglielmo Epifani, durissimo contro il governo, sul «modello contattuale ci sono tanti, tanti punti difficili per i quali siamo pronti a discutere». Epifani vede la questione al «punto di non ritorno». Tanto da temere «un esito tragico».
La fine della corsa infiamma la politica, che litiga tutto il giorno su colpe e soluzioni. Il governo implora Finmeccanica di prendersi Atitech, Napoli è una polveriera e Silvio Berlusconi ha promesso soluzioni. Pier Francesco Guarguaglini, che l'altro giorno aveva detto «no», ora tace.
Si preoccupa la città di Roma. Ventimila posti di lavoro in meno sono un un disastro. Ma anche cinque o seimila, se Alitalia si salva e la Cai taglia esuberi e precariato, non sono uno scherzo. Molti si aggrappano a voci: «torna un partner straniero», «piloti e Unicredit hanno un piano alternativo», «ci penseranno Geronzi e Mediobanca a sistemare le cose», sono le più gettonate. Piazzetta Cuccia tace, Alessandro Profumo, Unicredit, smentisce. Quanto agli stranieri, l'unica notizia di rilievo arriva da British Airways. Con leggerezza e molti incentivi manda a casa 1400 manager in colpo solo.

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