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Data: 13/09/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Contratti: la Confindustria scopre le carte. Emma Marcegaglia auspica meno conflittualità. La Cgil ancora molto critica

Indice dell'inflazione su 3 anni, reale ma depurato dagli alti e bassi del petrolio e forse altre voci. Spazio alla trattativa aziendale

ROMA. E' ancora ?match' fra Confindustria e Cgil. Gli imprenditori hanno iniziato a scoprire le carte sulla riforma del modello contrattuale presentando ai sindacati un documento come base della trattativa per un nuovo sistema di relazioni industriali. Le divergenze non hanno comunque fermato la trattativa. Anzi, giovedì prossimo le organizzazioni confederali potranno portare al tavolo le loro osservazioni e le loro richieste di modifica.
La reazione della Cgil, contrariamente a quelle più morbide di Cisl e Uil, è netta: valutazione «molto critica»; molti i punti «non condivisibili», distanze «ancora significative».
L'inflazione. Il nodo più spinoso resta l'indice di inflazione da utilizzare per i rinnovi. La proposta degli industriali parla di «un indice previsionale triennale depurato da alcune voci di inflazione importata». Qui sta il punto: depurato dalla sola componente energetica - si chiedono i sindacati che sarebbero disposti ad accettarla - o da che altro? E l'indice su quale parte della retribuzione si applica? I sindacati vorrebbero libertà per le singole categorie; c'è poi il nodo della decorrenza e, soprattutto, delle sanzioni per chi non rispetta regole e tempi. Insomma, c'è ancora molto da discutere, ma stavolta il testo di Confindustria non ha prodotto strappi.
Relazioni sindacali. Un accordo «dovrebbe portare ad un cambiamento generale delle relazioni sindacali: da una logica di contrapposizione e conflittualità, che è quella che stiamo vivendo per Alitalia, ad una logica di maggiore condivisione degli obiettivi», è l'auspicio di Emma Marcegaglia. La presidente di Confindustria spiega che le aziende intendono «mantenere i 2 livelli contrattuali, ma con spazio sempre maggiore per la contrattazione di 2º livello, in particolare la contrattazione aziendale, perchè è lì che si può meglio trovare un punto di incontro tra la produttività e l'aumento dei salari».
Il ?passettino'. Di «ulteriore passettino in avanti», parla il suo vice, Alberto Bombassei. Gli industriali, osserva, hanno fatto «un salto notevole nel non applicare l'inflazione programmata», ora «i tempi si stringono». Di documento «interessante» con «qualche avanzamento» parla Raffaele Bonanni: la Cisl vuole un accordo «entro settembre» con l'indice depurato solo dagli alti e bassi del petrolio, così come vuole che siano sciolte le ambiguità del testo circa la dicotomia fra contrattazione aziendale e territoriale. Ottimista il leader della Uil Luigi Angeletti che parla di «elevata» possibilità di arrivare ad un'intesa. Il testo confindustriale - dice - «è una base su cui lavorare per raggiungere un accordo». Per la Cgil, che nel pomeriggio ha riunito la sua segreteria per un primo esame della proposta degli industriali, «emergono distanze ancora significative e molti punti gravemente critici». L'accordo, comunque, si dovrà fare con tutte le associazioni datoriali e avverte: «le trattative non si fanno con gli ultimatum, e la vicenda di queste ore di Alitalia è lì a dimostrarlo».

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