La difesa annuncia le istanze. Trifuoggi: le vaglierò una per una
PESCARA. Da martedì indagati tutti in libertà: il primo potrebbe essere Ottaviano Del Turco, agli arresti domiciliari dall'11 agosto. C'è un patto non scritto tra procura e avvocati anche se la prima dice solo che valuterà le istanze, una per una, dei difensori. E i secondi annunciano per l'inizio della prossima settimana il deposito delle richieste. Ma da ieri l'atteggiamento di tutti gli indagati è cambiato. Nessuno ride più. Del Turco va via per la prima volta da una porta laterale, evita l'incontro con i giornalisti.
Lamberto Quarta, insieme con Del Turco, era stato avvisato dal procuratore Trifuoggi: «Niente più interviste se no tornano in carcere».
QUARTA NON PARLA PIÙ. Quarta arriva con mezz'ora di ritardo (alle 10), cerca di evitare i cronisti. Ma viene circondato e dice: «Non posso dire nulla. Avete sentito cosa ha detto il procuratore?». È laconico l'ex segretario di Del Turco che, appena tre giorni fa, aveva tenuto una conferenza stampa fuori dal tribunale sui poteri forti della sanità abruzzese, gli stessi discorsi fatti da Del Turco nell'intervista al Centro lunedì scorso. Trifuoggi, però, è stato chiaro: «Chi non rispetta il silenzio imposto dagli arresti domiciliari rischia una misura più afflittiva. Lo prevede la legge». Quindi tutti zitti. E niente volti sorridenti, come il primo giorno d'udienza.
LA PROMESSA DEL PM. Ma lo stesso procuratore capo, all'inizio della settimana, aveva dichiarato che: «Alla fine dell'incidente probatorio daremo parere favorevole alle richieste di libertà». Agli arresti in casa si trovano ancora, oltre a Del Turco e Quarta, anche Masciarelli, Domenici, Conga, Cesarone, Boschetti e Zelli. E l'incidente probatorio è finito alle 14 di ieri.
GRAZIE DEL PANINO. Del Turco arriva alle 9. Evita la protesta con i cartelli «Forza magistrati» e le urla «Politici vergognatevi» e non svela il segreto della cartellina colorata che ha sotto il braccio. Sarà invece un suo ex assistente a spiegare cosa contiene la cartellina. «Ci sono due stampe d'autore, ma non chiedetemi quale autore. È un regalo che Del Turco vuole fare alla guardia che, due giorni fa, gli ha portato un panino». Davanti alle porte dell'aula 1 del tribunale, dove si svolge l'incidente probatorio, ci sono due vigilantes, quattro baschi verdi della Finanza e, da ieri, due carabinieri. Ma nessuno di questi va via con le due stampe.
USCITA DI SICUREZZA. Come il titolo di un libro di Ignazio Silone, alle 14 Del Turco imbocca l'uscita di sicurezza. L'udienza è finita, l'ex presidente dribbla per la prima volta giornalisti e telecamere. Passa per un corridoio interno riservato ai giudici, scende nel parcheggio sotterraneo e torna a Collelongo.