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Pescara, 04/05/2026
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Data: 14/09/2008
Testata giornalistica: Il Centro
«C'è la mano della sinistra» Il premier attacca. Il Pd: è lui il responsabile del disastro. Anche i sindacati respingono l'accusa di una regìa politica dietro lo stallo. La Cgil: farebbe bene a guardare all'area di centrodestra

MILANO. Berlusconi scende direttamente in campo sull'Alitalia e attacca la sinistra: «Questa situazione mi preoccupa moltissimo. Non riesco a capire che cosa succede e perchè ci sia questo atteggiamento suicida. Ci sono motivazioni politiche che non hanno nulla a che fare con le richieste dei lavoratori». Un attimo di respiro e poi attacca: «In questo noi vediamo la forte influenza della sinistra, che pur di dare scacco al governo non esita a considerare poco importante il disastro che arrecherebbe a tutto il paese se Alitalia portasse i libri in tribunale. Spero che questo non accada».
Immediate le reazioni di politici e sindacalisti. Comincia la Cgil con il segretario confederale Fabrizio Solari: «Se ci fosse un'influenza politica a determinare i comportamenti dei sindacati, Berlusconi farebbe bene a guardare all'area di centrodestra». «Tutto si può credere - aggiunge - meno che le associazioni dei piloti siano riconducibili alla sinistra. Comunque, di fronte a una situazione drammatica, il premier farebbe bene a mettere da parte la propaganda politica».
Secca anche la replica dell'ex ministro del lavoro, Cesare Damiano: «Berlusconi non scarichi su altri le sue colpe e i suoi errori. Sarebbe più utile rispondere alle insufficienze del piano industriale e, soprattutto, sulle questioni occupazionali». «Del resto - spiega l'esponente del Pd - già Brunetta aveva individuato, preventivamente, dei capri espiatori, a partire dai sindacati, nel caso di fallimento della trattativa. Però basta riascoltare le parole di Berlusconi in campagna elettorale, mentre faceva fallire l'accordo con Air France, per capire che è proprio lui il responsabile di questo stato di cose». Veltroni non è tenero: «Il governo deve chiudere questa vicenda. Altrimenti deve riaprire le procedure perchè probabilmente ci saranno dei soggetti internazionali interessati a rilevare Alitalia alle condizioni vantaggiose offerte alla Cai. Ho incontrato Roberto Colaninno ed ho manifestato le mie perplessità. Dicono che nella Cai ci sono imprenditori vicini a me? No, loro sono vicini a se stessi. I sindacati? Difendono i diritti dei lavoratori».
Contro il "Piano Fenice" anche l'Udc Bruno Tabacci: «Temo che i miracoli promessi da Berlusconi non si realizzeranno. Ci vuole una soluzione che tenga conto del contesto del trasporto europeo e non un piano da "furbetti del quartierino". In tutta Europa ci sono tre grandi operatori internazionali. Noi non possiamo pensare di vincere la partita con una piccola compagnia regionale. L'italianità di Berlusconi è una bufala». Tabacci attacca anche i sindacati: «Per dieci anni si sono opposti a tutti i piani industriali che sono stati tentati». Claudio Fava (Sinistra democratica) dice che «la bad company è un'operazione truffaldina che cerca di scaricare sulla collettività il costo sociale di questo investimento. Non bisogna considerare Alitalia una compagnia di rottami, andando a liquidarla in condizioni di gran lunga peggiori rispetto all'offerta Air France». Dal presidente della Regione Lombardia, invece, arriva un appello «che eviti scenari foschi». «Il fallimento - - spiega Formigoni - deve sarebbe un grave danno per tutti».

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