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Data: 15/09/2008
Testata giornalistica: Trambus
Trasporti, parte il terzo sciopero per il contratto unico della mobilità. Il 12 e 13 ottobre stop di 24ore per ferrovie, tpl e servizi connessi

Nuovo sciopero nazionale dei ferrovieri e dei lavoratori del trasporto locale i prossimi 12 e 13 ottobre. Lo hanno proclamato i sindacati di categoria (Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Trasporti, Orsa, Faisa e Fast) e sarà di 24 ore, nell'ambito della vertenza per il contratto della mobilità. Il personale ferroviario e dei servizi annessi si asterrà, quindi, dal lavoro dalle 21 del 12 ottobre alle 21 del 13. I mezzi pubblici del trasporto locale si fermeranno per l'intera giornata del 13 ottobre nel rispetto delle fasce orarie di servizio garantite, differenti da città a città. Si tratta della terza azione di protesta nel quadro della vertenza: il nuovo sciopero segue le proteste di maggio e di luglio e scaturisce, secondo i sindacati, "dalla colpevole e persistente indisponibilità delle controparti ad aprire la trattativa contrattuale". Nonostante i diversi scioperi in questi mesi non si è assottigliato il solco che divide sindacati e associazioni datoriali sul contratto unico. Da mesi entrambi snocciolano visioni opposte sul futuro della contrattazione riaffermando, di fatto, le posizioni originarie. Così se le organizzazioni sindacali reiterano la richiesta di avviare una trattativa per unificare i contratti di fs e tpl, le aziende associate ad Asstra e Anav ribadiscono la sola disponibilità ad avviare una verifica tecnica sulla possibilità di accorpare in un unico contenitore i contratti di lavoro dei trasporti, mentre si dicono pronte ad aprire immediatamente il negoziato solo per rinnovare il contratto dei 120 mila autoferrotranvieri. Un'apertura che non va giù ai sindacati. Per risolvere l'impasse, nei giorni prima della pausa estiva, anche il Governo, per mezzo del ministro dei Trasporti, era intervenuto a raffreddare gli animi promettendo l'avvio di un tavolo per affrontare i nodi irrisolti: il ministro Matteoli si era impegnato a convocare le parti sociali già dalla prima settimana di settembre, ma del tavolo ancora non si è saputo nulla.

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