ROMA (15 settembre) - Prima intesa sul piano industriale dell'Alitalia, ma i sindacati autonomimi avvertono: l'accordo è carta straccia e anche i piloti non ci stanno. Nella notte è arrivato un primo sì da Cgil, Cisl, Uil e Ugl al piano per la compagnia: la condivisione di un accordo quadro, limitata al piano industriale, per poi trattare ancora sul nuovo contratto di lavoro.
Anche se c'è un accordo quadro, ha avvertito tuttavia il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi il nodo del nuovo contratto di lavoro potrebbe far fallire la trattativa. Sacconi ha quindi definito «molto robusto» il sistema di protezione sociale individuato per i circa 3.000 esuberi. Stamni intanto sono ripartiti gli ioncontri informali con i sindacati confederali sul nodo del contratto.
Gli autonomi: carta straccia. Un documento nato però da un confronto non aperto a tutte le sigle, e per questo motivo giudicato «inutile e provocatorio», niente più che «carta straccia», dai sindacati autonomi che rappresentano la maggior parte dei piloti e degli assistenti di volo: Anpac, Up, Avia, Anpav e SdL, che con documento unitario contestano «la scellerata messa in scena del sindacato confederale e del ministero del Lavoro tesa a produrre un documento precostituito da sottoporre alle rappresentanze indipendenti del gruppo Alitalia». È «carta straccia» per la Sdl. Mentre per i piloti dell'Anpac è «molto grave la chiusura di un accordo senza aver coinvolto le sigle che rappresentano la grande maggioranza dei lavoratori del gruppo Alitalia». Duro l'attacco al ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi: una gestione «scellerata», per le sigle autonome.
I piloti. «Il documento non compie alcun passo indietro» sul trattamento dei piloti. Lo ha detto il presidente dell'Anpac, Fabio Berti, in un suo intervento a Radio City, su Rai-radio 1. «I mille esuberi in meno sono personale di terra ha detto il presidente dell'Anpac, aggiungendo che in questo modo «si è intrapresa una strada pericolosissima. È la prima volta che veniamo tagliati fuori da discussione così importante». Per Berti, il governo sta dimostrando "di essere una controparte" piuttosto che un mediatore: esecutivo e ministro hanno scelto una strada molto particolare e cioè di «discutere con confederazioni che rappresentano il 15-20%» dei lavoratori della compagnia.
Cub: è inaccettabile, sciopero. Oltre 6.000 lavoratori a tempo indeterminato saranno da subito espulsi e circa 4.000 precari restano senza alcuna certezza sul loro futuro: l'intesa sottoscritta dalla cordata italiana e Cgil, Cisl, Uil, Ugl segna un pesantissimo ridimensionamento di Alitalia. Cub trasporti giudica «inaccettabile e pericolosa» la decisione dei sindacati di sottoscrivere una intesa «in cui si sancisce la possibilità per la cordata italiana di scegliere il personale da imbarcare nel nuovo vettore sulla base di una assoluta discrezionalità e senza alcun vincolo rispetto alla esistente normativa contrattuale e legislativa».
Il ministro del Lavoro è invece soddisfatto dell'intesa raggiunta dopo ore di confronto, con i segretari generali della Cgil Guglielmo Epifani, della Cisl Raffaele Bonanni, della Uil Luigi Angeletti, e dell'Ugl Renata Polverini, e con i vertici della Cai, la società creata dalla cordata di imprenditori italiani nell'ambito del piano di salvataggio per Alitalia. L'intesa, dice il ministro del Lavoro, è «una solida base di partenza per il futuro della compagnia di bandiera». Ed anche il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, è soddisfatto di «una giornata sicuramente faticosa in cui - dice - abbiamo raggiunto qualche risultato».
Scambio retribuzione-produttività. L'intesa quadro sul documento di valutazione del piano industriale per Alitalia prevede «sostanzialmente» uno scambio tra il mantenimento del vecchio livello retributivo con una maggiore produttività, ha confermato Sacconi parlando ai microfoni di Radio City, su Radio 1. «Le ipotesi sono quelle di raggiungere la stessa retribuzione con aumento delle ore lavorate. Obiettivamente sono ipotesi molto meno draconiane di quello che si diceva, però serve un contratto diverso da quello del passato», ha detto il ministro. Parlando ancora dell'opposizione delle associazioni di categoria dei piloti e degli autonomi, Sacconi ha sostenuto che, se da un lato «è evidente che il salvataggio di Alitalia richiede il maggior consenso tra i lavoratori», dall'altro «non possiamo pensare che un salvataggio di questa fondamentale risorsa per il paese possa essere condizionato dall'unanime consenso sindacale». «Nessuno si illuda di imporre a Cai un nuovo progetto industriale altrimenti il rischio è che si ritirino», ha aggiunto il ministro del Lavoro.
Scajola. «Il tempo è scaduto, ci sono poche ore davanti: mi auguro che si riesca a limare quel poco che si può ancora limare per trovare una buona soluzione»: così il ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola. Sostenendo di aver sempre continuato ad avere «fiducia nel buon senso», Scajola ha affrontato il problema delle risorse: «Abbiamo il problema di non avere i mezzi» ha continuato citando «la benzina negli aerei e una situazione di difficoltà con gli slot in tanti scali italiani, europei e internazionali».
Nuova manifestazione. Il presidio di dipendenti di Alitalia che si sta radunando di fronte alla sede del ministero del lavoro di Via Veneto, dove riprendono i confronti con i sindacati confederali sul piano per Alitalia, ha accolto con fischi e contestazioni il segretario nazionale della Filt-Cgil Mauro Rossi. «Non ci rappresenti», ha gridato un gruppo di assistenti di volo in divisa: «Fai qualcosa di sinistra», hanno ripetuto, insistendo con slogan come «buffone, buffone; vergogna, vergogna». I lavoratori ripetono slogan per sottolineare che i segretari confederali al tavolo non rappresentano la maggioranza dei lavoratori della compagnia. Il clima di divisione tra i sindacati porta tensione dopo il primo accordo quadro condiviso ieri da Cgil, Cisl, Uil e Ugl sul piano industriale, mentre sono partiti oggi gli incontri informali per discutere del nuovo piano di lavoro. Le 5 sigle
autonome, Sdl, i piloti di Anpac e Up e gli assistenti di volo di Anpac e di Avia, sono invece ancora in attesa di una convocazione che potrebbe arrivare, come preannunciato ieri, per un incontro nel pomeriggio.
Angeletti. «C'è stato un giudizio condiviso: questo piano industriale è il migliore possibile, nessuno è riuscito a individuarne o proporne uno diverso». Così il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, commenta l'intesa raggiunta nella notte sulle linee guida del piano Alitalia. «C'è stato un passo avanti - ha aggiunto - ora dobbiamo completare l'accordo sul contratto per tutti i lavoratori Alitalia. Abbiamo definito gli assunti e per chi non sarà assunto ci sarà la salvaguardia dell'80% del salario». Sugli esuberi dice: «È difficile sapere il numero esatto, si fanno stime: più o meno 3.200 esuberi è un numero realistico ma per me sono anche di meno».
Epifani: continuare a lavorare. Per il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, è stato fatto un primo passo ed ora «senza ultimatum si continuerà a lavorare fino a quando - dice - riusciremo a trovare un accordo».