La replica di Epifani «Parole inaccettabili e non consone all'alto ruolo che ricopre» Veltroni: un pasticcio
ROMA. Il commissario Augusto Fantozzi si prepara a cercare altre offerte per Alitalia perché ormai è lite totale e la Compagnia aerea italiana potrebbe ritirarsi dalla scena. Il presidente del consiglio Silvio Berlusconi lancia ultimatum: «Se fallisce la trattativa addio garanzie agli esuberi».
Il riferimento è alla Cgil, già chiamata in causa l'altra sera a Porta a Porta.
Il leader del Pd Walter Veltroni reagisce e bolla tutta la vicenda come «un pasticcio». Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil, diffonde una nota che definisce le parole del premier «inaccettabili e non consone all'alto ruolo che ricopre».
La polemica sul destino di Alitalia è al calor bianco. Per un giorno passano in secondo piano i tavoli sindacali. Quasi nessuno reagisce al rinvio dell'incontro intersindacale previsto per ieri mattina. Si sarebbe dovuto discutere dell'accordo quadro e di come inserirvi dentro i contratti per piloti, assistenti di volo e personale di terra. Il centro della questione diventa invece il rimpallo di responsabilità di fronte a un ipotetico imminente fallimento non solo della trattativa ma soprattutto di Alitalia stessa.
Silvio Berlusconi, da Parigi, è un vulcano in eruzione. Parla anche di merito e proclama, magari per buona cortesia nei confronti del collega Nicolas Sarkozy, di non avere alcuna preclusione nei confronti di Air France. Propone anche un grande cartello europeo che, attraverso accordi operativi, simuli l'esistenza di un grande vettore globale composto dalla nuova Alitalia, da Air France-Klm e da Lufthansa. Ma il centro del suo ragionamento è tutt'altro. Guarda a Roma e allo scontro con le opposizioni. Guarda ai lavoratori, ai quali sembra voler affibbiare la responsabilità maggiore in caso di fallimento.
Sarebbe, secondo Berlusconi, un «egoismo irragionevole» mandare tuitto all'aria. A quel punto il governo non potrebbe garantire a tutto quello che è stato promesso ai 3.250 esuberi. E cioè «un sostegno robusto che può arrivare a 8 anni con l'80 per cento dello stipendio e con la possibilità anche di trovare un altro lavoro». E' durissimo: «Non vorrei che questo fosse scambiato per una comodità. Perché nel caso in cui la trattativa fallisse il governo non potrebbe garantire questo a 20 mila persone».
Più tardi il premier individua un altro nemico, i sindacati: «Non voglio nemmeno pensare che ci siano categorie che si sottraggono in questo momento di responsabilità. Il giudizio di tutti gli italiani sarebbe veramente di condanna, che io penso nessuno voglia avere addosso».
Sbotta Walter Veltroni: «Quello di Alitalia è un pasticcio tra i più gravi della storia d'Italia del dopoguerra». Il leader del Pd si indigna. «Ciò che è più insopportabile - spiega - è che il governo vuol far pagare i prezzi di questo pasticcio a lavoratori che guadagnano 1300 euro al mese o a giovani precari ormai da molti anni».
Il sindacato, ovviamente, non ci sta a incassare le parole di Berlusconi. La Cgil chiede al presidente del Consiglio «più rispetto, più misura e di evitare goffi tentativi di scaricare su altri responsabilità che sono, per la quota che gli compete anche sue». La nota confederale chiede anche «dignità per le lavoratrici e i lavoratori».