TERAMO. I teramani non stanno solo morendo di traffico, si stanno anche ammazzando a vicenda di sosta selvaggia. E se per il traffico - code chilometriche ogni giorno in entrata, uscita e attraversamento della città - possono invocare le carenze strutturali della viabilità, a cui nessuna amministrazione degli ultimi decenni ha posto rimedio, per la sosta selvaggia la colpa è solo loro.
Il fenomeno - come testimoniano le fotografie scattate ieri dal Centro - dilaga anche dove non sarebbe giustificabile in alcun modo, in particolare in centro storico, e colpisce quasi sempre i più deboli: bambini all'uscita da scuola, mamme con le carrozzine, ciclisti, addirittura disabili.
Il posto c'è. Una premessa fondamentale: a Teramo non ci saranno le strade, ma i parcheggi sì. Il megaparcheggio San Francesco contiene 1.100 automobili ed è ogni giorno semivuoto. I teramani, probabilmente, lo considerano fuori mano. Uno del nord o di Roma, a saperlo, si ribalterebbe dalle risate. Invece qui cinque minuti a piedi appaiono un'impresa tremenda. E allora tutti in auto dentro le mura, parcheggiando dove capita. A rischio di beccarsi una multa, perché comunque le multe i vigili urbani le fanno. Ma, evidentemente, non abbastanza.
Scuolabus "cacciati". In largo Proconsole, fuori dalla scuola elementare San Giuseppe, il caso è clamoroso. I due scuolabus comunali che devono riportare i bimbi a casa sono costretti a parcheggiare quasi in mezzo alla strada perché l'area ad essi riservata, pochi metri più avanti, è sempre invasa dalle auto. «I vigili conoscono il problema ma sono venuti a fare le multe solo il primo giorno di scuola», dicono autisti, genitori e Primo, l'anziano con paletta che per conto del Comune aiuta gli alunni ad attraversare. È proprio Primo che, ogni giorno, difende i posti di fortuna per gli scuolabus. I bambini, così, possono salire sui mezzi. Ma lo fanno senza alcuna protezione, accanto alle auto in transito. Un rischio pazzesco.
Cartelli ignorati. Se davanti alla San Giuseppe i cartelli dell'area scuolabus non sono chiarissimi (ma comunque ci sono le strisce gialle a terra...), altrove i parcheggiatori selvaggi non hanno scuse. Vengono ignorati con disinvoltura cartelli di zona rimozione e - cosa ancor più grave - vengono invasi i posti riservati ai disabili. Accade quasi ogni giorno, ad esempio, in via Romani, vicino alla Provincia. Una lettrice, giorni fa, ha telefonato al Centro indignata: «Una giovane coppia con un Suv ha appena parcheggiato lì e l'anziano signore disabile che vive nel palazzo vicino gira in tondo alla ricerca di un posto». Ogni commento è superfluo.