Iscriviti OnLine
 

Pescara, 04/05/2026
Visitatore n. 753.671



Data: 17/09/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Eurostar, le Fs confermano i tagli. Cipolletta dice no a D'Alfonso: su Pescara non investiamo più

PESCARA. Le Ferrovie dello Stato non tornano indietro sui tagli agli Eurostar. E' quanto ha detto ieri il presidente delle Fs, Innocenzo Cipolletta, alla delegazione pescarese, guidata dal sindaco, Luciano D'Alfonso, che si è recata a Roma per chiedere all'azienda di ripristinare il servizio dei treni velocissimi, utilizzati fino a qualche settimana fa sulle linee Milano-Pescara-Lecce e Milano-Pescara-Taranto. L'incontro, sollecitato 24 ore prima dall'intero consiglio comunale, non ha avuto i risultati sperati.
Ma dopo l'esito negativo della trasferta romana, in serata le speranze si sono riaccese. D'Alfonso ha comunicato alla stampa che martedì prossimo, 23 settembre, incontrerà nella capitale anche l'amministratore delegato di Ferrovie spa, Mauro Moretti, per parlare con lui della situazione generata dalla soppressione degli Eurostar e dei problemi del trasporto ferroviario abruzzese.
E' un'altra chance per cercare di risollevare le sorti della stazione di Pescara, declassata a scalo di serie B dopo la decisione delle Fs di sostituire i treni velocissimi Eurostar, dotati di motrice Etr 500, con i più lenti Eurostar city. Una decisione che lascia fuori il capoluogo adriatico dal circuito dell'alta velocità, con gravi conseguenze non solo per il turismo, ma per tutta l'economia abruzzese.
Ed è ciò che è stato fatto presente ieri a Cipolletta dalla delegazione pescarese, composta dal sindaco, Luciano D'Alfonso, l'assessore regionale ai trasporti, Donato Di Matteo, il capogruppo, Luigi Albore Mascia e il consigliere, Enzo Del Vecchio. «L'incontro con il presidente di Trenitalia» ha raccontato Del Vecchio «è servito a concordare l'immediata attivazione di un tavolo tecnico-istituzionale tra Fs, Regione ed enti locali».
Ma Innocenzo Cipolletta è stato chiaro da subito. Sul declassamento degli Eurostar a Eurostar city, il suo gruppo non torna indietro. Il manager ha comunque fatto presente che tale scelta non mira ad un declassamento della linea adriatica, ma ad un adeguamento dei vettori rispetto alla velocità consentita sulle linee esistenti del territorio italiano. In sostanza, dicono le Fs, se sul tratto Pescara-Milano non si possono superare i 200 chilometri orari, è inutile utilizzare treni che raggiungono i 300 chilometri orari. Cipolletta ha rivelato che le Fs puntano a potenziare la linea Lecce, Bari, Foggia, Napoli, Roma, Bologna, tralasciando la dorsale adriatica. «Un progetto» ha osservato Del Vecchio «che nei fatti penalizza non solo l'Abruzzo, ma tutte le regioni centro-adriatiche». Di qui anche la preoccupazione di Albore Mascia. «Quando i nostri treni, che marciano a 180-200 chilometri orari, arriveranno a Bologna» ha detto «è chiaro che proseguiranno per Milano sulla vecchia linea e non ci sarà l'innesto sull'alta velocità. Dunque, per andare a Milano ci vorranno sempre 5 ore». L'incontro è terminato con la richiesta di Di Matteo di inserire nuove fermate sulla linea per Roma.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it