Eurostar addio. Non torneranno a Pescara i treni ad alta velocità, sostituiti dagli Eurostar city più lenti e meno confortevoli. Non per un declassamento della linea adriatica, ma per un adeguamento dei vettori al potenziale di velocità consentito dalle linee esistenti nel nostro territorio. A dir poco obsolete dunque, o comunque tali da non sostenere la sfida della velocità. Ma c'è di più. I programmi avviati a livello nazionale e già in corso di realizzazione da parte di Trenitalia e Rfi prevedono il potenziamento della dorsale tirrenica, Lecce-Bari-Foggia-Napoli-Roma-Bologna, con la penalizzazione dell'Abruzzo e delle regioni medio-adriatiche. Tuttavia ci si potrà consolare con un tavolo tecnico-istituzionale che sarà attivato a breve con gli enti gestori del trasporto su ferro. Un risultato magro dunque quello portato a casa ieri dalla delegazione composta dal sindaco Luciano D'Alfonso, dall'assessore regionale ai trasporti Donato Di Matteo, dal capogruppo del Pdl Luigi Albore Mascia, e dal consigliere del Pd Enzo Del Vecchio all'incontro con il presidente di Ferrovie spa Innocenzo Cipolletta.
«Tale prospettiva - spiega Del Vecchio - non può non avviare un confronto politico che veda coinvolte in un unico fronte le Regioni Puglia, Molise, Abruzzo, Marche ed Emilia Romagna, così come appare evidente la necessità di intraprendere un'iniziativa forte e consapevole finalizzata al potenziamento della linea Pescara-Roma, a cui si dovrà allineare un identico collegamento che veda la nostra realtà connessa con il porto di Napoli». Adesso, intanto, restiamo a guardare. «La situazione è grave - commenta Mascia -. La sensazione è che le scelte strategiche che oggi penalizzano la Regione e il capoluogo adriatico siano state fatte da tempo, escludendo la direttrice adriatica dai grossi investimenti. Pescara resterà fuori dal circuito dell'alta velocità che partirà il prossimo 14 dicembre: quando arriveranno a Bologna i nostri treni, che marciano ad appena 170-180 chilometri orari, è ovvio che proseguiranno la loro marcia verso Milano sulla vecchia linea e non ci sarà l'innesto sull'alta velocità, dove i mezzi marciano a 280 chilometri orari. E saremo anche esclusi dalla linea del traffico merci verso Rotterdam e Berlino. Infatti anche l'interporto di Manoppello è destinato a restare una cattedrale nel deserto: per la struttura non sono previste opere o interventi di potenziamento, né di coinvolgimento nei grandi traffici». Oggetto della riunione di ieri anche la necessità di ripensare ad un utilizzo diverso degli spazi della stazione centrale, e l'acquisizione, da parte del Comune, delle aree dello scalo merci di Portanuova.