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18/09/2008
La Repubblica
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Alitalia, ultimo slot nel pomeriggio. Sindacati divisi, il no dei piloti |
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ROMA - Il presidente Colaninno, a nome dei compratori, dice: "Non c'è più una lira e nemmeno nulla da discutere". I giochi sono fatti e rien ne va plus. Per essere ancora più chiari il sottosegretario Gianni Letta scandisce i minuti puntando gli occhi sulle nove sigle sindacali: "Entro le 15 e 50 di domani (giovedì pomeriggio; ndr) date una risposta". Perché domani alle sedici, cioè dieci minuti dopo, aggiunge Colaninno, "se i lavoratori di Alitalia non danno il consenso al piano io ritiro la mia offerta". Cosa che, aggiunge, "avrei già fatto stamani se il governo Usa non fosse intervenuto per salvare Aig (il colosso assicurativo a un passo dal crac ndr)".
Fuori da virgolette, se in queste poche ore i sindacati (in nottata riunione a sei tra Cgil, Anpac, Up, Anpav, Avia e Sdl) non si convincono a firmare alle condizioni dettate da Cai, il piano Fenice torna nella cenere e tra le rovine di Alitalia. E con lui anche i progetti del governo Berlusconi che in aprile contribuì non poco a far fallire la trattativa con Air France. A quel punto il commissario Fantozzi potrebbe essere costretto, in assenza di altri acquirenti di cui non c'è vaghezza, a portare i libri in tribunale. Il primo passo del fallimento.
Tre ore di faccia-a-faccia. Lo spazio di una notte e di un mattino. L'ultimo miglio per il traguardo. O il miglio verde verso la condanna finale. Un aut aut. A poche ore dalla scadenza è questo quel poco che resta - o quel tanto, dipende dai punti di vista - a oltre 20 mila lavoratori Alitalia e AirOne e alle nove sigle sindacali che li rappresentano dopo l'ennesimo incontro a Palazzo Chigi con il presidente della cordata acquirente e il governo. Il faccia-a-faccia, richiesto da Colaninno, è durato tre ore, dalle sedici alle 19. Alla fine facce provate - i sindacati confederali Cisl, Uil e Ugl - , sbigottite - alcuni ministri come Scajola e Ronchi - molto arrabbiate, quelle di altri sindacalisti, dalla Cgil agli autonomi di Sdl, Anpac, Up, Anpav e Avia. Letta, come sempre, imperturbabile. Aleggia un terribile sospetto. Spiega Antonio Divietri (Avia): "Colaninno oggi ha avuto un approccio provocatorio, per rompere. Io, noi, crediamo che in realtà Cai abbia già deciso di sfilarsi dal piano Fenice e cerca lo scontro per dare la colpa a noi".
La mappa delle posizioni in campo. Tre sindacati confederali Cisl, Uil e Ugl hanno già detto sì al piano di Colaninno, quale che sia e purché sia, della serie salvare il salvabile. "Abbiamo dato l'adesione perchè abbiamo avuto rassicurazione sulle cose più importanti e non vogliamo dare il fianco a nessuno per far fallire Alitalia" spiega Bonanni anche se mentre lo dice non ha la faccia convintissima.
La "terribile cinquina" - Apac, Up, Anpav, Avia e Sdl, le cinque sigle che rappresentano le categorie professionali di piloti, assistenti di terra e di volo, - dice no "a meno di non trovare un punto di mediazione accettabile proprio in queste ore". In mezzo c'è la Cgil. "Se non intervengono modifiche nette il nostro è un no" dice chiaro Fabrizio Solari al tavolo di palazzo Chigi per contro della Cgil. In realtà il sindacato nel mirino di Berlusconi e della maggioranza ("gestice il dossier Alitalia con motivazioni politiche") ha già dato tra domenica e lunedì un primo assenso ad un accordo quadro da cui però erano stati esclusi le cinque sigle autonome. Poi ha rimesso le cose in discussione. "Anche perchè il metodo dell'aut-aut in realtà serve a mettere in gioco una partita ben più delicata: il governo parte dal dossier Alitalia per mettere in discussione e modificare la natura stessa dei contratti di lavoro".
Il giallo del documento. Nell'incontro di oggi Colaninno ha cominciato a parlare di contratti e di ore di lavoro, mettendo in rapporto salari e produttività. Citando un documento che in pochi conoscono. Di sicuro lo ignorano Cgil e associazioni di piloti e assistenti di terra e di volo. Un documento fantasma che però decide il destino dei migliaia di lavoratori. "C'è un documento (quello sui salari, ndr) che non conosco, l'unico che conosco è quello sui contorni del piano che la confederazione ha condiviso" ha detto Solari. Nulla sanno di questo documento le cinque sigle autonome.
I piloti: "Vogliono cancellare le associazioni di categoria". Berti (Anpac) mette in chiaro un sospetto che aleggia fin dall'inizio sulla trattativa Alitalia: "Per la prima volta i salari non vengono discussi con le rappresentenze dei lavoratori. Questo è gravissimo". Berti è ancora più chiaro: "Il dossier Alitalia in realtà serve a mettere in piedi un nuovo sistema di governance e soprattutto a cancellare i sindacati professionali e a fare riferimento solo ai confederali. Questo è bene i lavoratori italiani che tra poco andranno a rinnovare i rispettivi contratti nazionali lo abbiano bene in testa". peccato, è questo è un messaggio per il governo, che "le nostre associazioni rappresentano il 90 per cento dei piloti e il 100 per cento degli assistenti di terra e di volo". Senza di loro l'Italia non vola per almeno un anno, il tempo di addestrare nuovi professionisti.
Il punto di mediazione. Al di là delle provocazioni denunciate dai sindacati autonomi, un punto di mediazione esiste. Rguarda i contratti e "ci lavoreremo fino a un secondo prima della scandenza" dicono piloti e assistenti di volo. Spiega Notaro (Up): "Abbiamo chiesto di assumere il contratto Air France e Lufthansa e di rinunciare a una fetta di salario. Oggi ci è stato detto no". Sdl ha proposto "una giornata e mezzo di lavoro in più ogni mese, per 18 giorni in più ogni anno mantenendo lo stesso salario". Ed è stato detto no. "Stasera ci daranno la bozza del documento fantasma e ci lavoreremo sopra" promette Divietri (Avia) mentre in serata va a Fiumicino per incontrare i lavoratori.
Scenari possibili. Sono tre. 1) La notte porta consiglio, gli sforzi raggiungono la mediazione possibile con tutti i sindacati e il piano Fenice decolla. "Sia chiaro - dice Solari (Cgil) - che il 7% di utili distribuito ai dipendenti proposto da Colaninno non può essere un surrogato del salario. Se invece il taglio degli stipendi è del 7% con possibilità di recupero, l'accordo è già fatto". Di salari, mette in chiaro Tomaselli (Sdl) "Cai e governo devono però parlarne con noi, con i lavoratori". 2)Il punto di mediazione viene trovato tra i confederali ma restano fuori tre sigle, piloti e Sdl per cui è impossibile "far volare 153 aerei con solo 1550 piloti come vorrebbe fare Cai". In questo caso il piano Fenice potrebbe decollare lo stesso esponendo però il nuovo acquirente a scioperi e pesantissimi disagi. Una condizione che sta molto stretta a Colaninno. 3) Il Piano fallisce, Cai ritira l'offerta, Alitalia è a un passo dal fallimento. Potrebbe farsi avanti un acquirente straniero. Un film non previsto. Ma più che possibile. Con conseguenze politiche complicate per il governo. Restano una notte e una mattina per decidere.
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