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Data: 18/09/2008
Testata giornalistica: Corriere della Sera
Colaninno: «Non c'è un euro in più, accettate oppure ritiro la mia offerta». Ultimatum del presidente di Cai. Cisl e Ugl: «Ci stiamo». Cgil: «Se la proposta non cambia il nostro è un no»

ROMA - Risposta e firma giovedì entro le 15,50 perché dieci minuti dopo inizia il consiglio di amministrazione di Cai (Compagnia aerea italiana) che dovrà decidere il futuro di Alitalia. È il termine dato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, ai sindacati per accettare il piano di Cai. «Non è un aut aut, ma il tentativo di rilancio dell'impresa», ha chiarito Roberto Colaninno, presidente di Cai. «Senza consenso di tutti, giovedì ritiro la mia offerta. La proposta può essere accettata o no, ma non stiamo comprando un gioiello bensì un'azienda in dissesto. Se si fa l'affare bene, altrimenti amici come prima».

LE ULTIME OFFERTE - «Avete ottenuto in queste due settimane quello che non era previsto concedere - ha detto ancora Colaninno rivolgendosi indirettamente a tutti i lavoratori e ai loro rappresentanti sindacali - . Non ho un euro in più da aggiungere alle trattative». L'ultima proposta avanzata dal presidente Cai è di destinare ai lavoratori il 7% dell'utile netto della nuova Alitalia (quando ci sarà). In particolare il 45% andrà ai piloti, il 30% agli assistenti di volo, il 25% al personale di terra.

«PROPOSTA SUGGESTIVA» - «Le proposte che ho ascoltato mi sembrano molte suggestive, do la mia adesione», avrebbe assicurato il segretario dell Cisl, Raffaele Bonanni. «Si apre una prospettiva per la partecipazione anche dei lavoratori alla governance aziendale. I giorni della trattativa non sono stati spesi invano perché abbiamo discusso attentamente sul piano e non ricordo che sia mai successo che il sindacato si rimangiasse la parola dopo aver ottenuto modifiche importanti e soprattutto dopo aver condiviso questo progetto, pur riconoscendo i limiti dell'operazione». L'Ugl ha dato «disponibilità totale a chiudere la trattativa». Luigi Angeletti, segretario della Uil, è più cauto: «C'è un altro pezzo di protocollo che necessita ancora di chiarimenti, ma non faremo dire alla Cai che deve ritirare l'offerta perché i sindacati non hanno accettato la proposta conclusiva».

CGIL: SE PROPOSTA NON CAMBIA E' NO - Il segretario confederale della Cgil, Fabrizio Solari, non sarebbe invece rimasto «impressionato» dalle novità di Colaninno: «Sarò a posto con la mia coscienza solo quando avrò espletato un tentativo di allargare il consenso, utilizzando tutto il tempo utile, in quanto ritengo che ci siano i margini per poterlo fare». «La Cgil è disponibile a fare questo ultimo miglio, con ragionamento pacato, con responsabilità. Le ultime 24 ore saranno spese per lavorare e spiegare ai lavoratori i sacrifici anzichè siglare un'intesa che possa trovare un no dei lavoratori. Se non cambia nulla, è un no» ha aggiunto Solari. La Cgil in precedenza era stata duramente attaccata dai ministi del Welfare, Maurizio Sacconi, e della Funzione pubblica, Renato Brunetta. «Qualcuno si è seduto al tavolo con un disegno non sindacale ma politico, alti dirigenti della Cgil lo hanno fatto con logiche bizantine», aveva detto Sacconi. «Dal '94 la Cgil ha assunto un ruolo di partito politico e non di sindacato. Un sindacato antagonista non è utile al sistema di relazioni sindacali», aveva aggiunto Brunetta. Ma proprio dagli ambienti del centrosinstra trapela il timore che il Pdl stia mettendo le mani avanti iniziando ad individuare eventauli colpevoli - la Cgil, appunto, e il Partito democratico - su cui scaricare ogni responsabilità per un'eventuale mancata intesa.

SCIOPERO - Nel frattempo quella di oggi è stata una giornata campale per chi doveva viaggiare con la compagnia di bandiera, soprattutto per i voli da Fiumicino. Sono una cinquantina (qui la lista) quelli che sono stati cancellati nell'aeroporto della Capitale a causa dello sciopero dalle 12 alle 16 dei Cub, cui si sono aggiunte altre due agitazioni del personale di terra di tutte le compagnie italiane indetto da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl e quella dell'Associazione piloti Meridiana. Il sindacato autonomo critica la prima intesa sul piano industriale sottoscritta dalla cordata italiana e sindacati confederali, sottolineando che «segna un pesantissimo ridimensionamento di Alitalia che sarà ridotta a un vettore poco più che nazionale». Duro il commento di Altero Matteoli nei confronti dei Cub: «È un gesto di irresponsabilità - dice il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ad Affaritaliani.it - mentre si tratta non si fanno gli scioperi». La Confederazione unitaria ribatte: «Si vuole sancire la resa senza condizioni ai voleri della Cai». In un documento pubblicato sul web, i Cub parlano di «10.040 lavoratori scaricati» con il nuovo piano.

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