ROMA. Ha provocato tensioni, ritardi e disagi ai passeggeri lo sciopero di 4 ore indetto ieri dal Cub Trasporti. Soltanto allo scalo romano di Fiumicino la protesta del personale di volo Alitalia ha fatto saltare cinquanta voli, almeno dieci dei quali sulla tratta per Milano. «Una decisione che in questo momento dimostra grave irresponsabilità», ha accusato il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli.
Ma numerose sono state anche le cancellazioni internazionali. Altri 34 voli sono stati annullati al Marconi di Bologna, dove l'alta adesione allo sciopero ha di fatto paralizzato l'aeroporto, mentre 13 sono stati quelli soppressi al Marco Polo di Venezia.
Con lo sciopero indetto dalle sigle autonome di piloti, hostess e steward ha inoltre coinciso una seconda agitazione, quella proclamata da tutto il personale di terra aderente alla Filt Cgil, alla Fit Cisl, alla Uil Trasporti, all'Ugl e alla Uilt Apm (Associazione piloti Meridiana).
Attorno all'una lo scalo di Fiumicino è stato quindi teatro di un rumoroso corteo: un migliaio di lavoratori armati di fischietti e trombette che al grido di «Vergogna Vergona» ha invaso prima la hall degli arrivi e poi quella delle partenze, con qualche problema per il traffico automobilistico. Qui, in un crescendo di tensione, i manifestanti hanno iniziato a battere le mani e ad urlare «Fuori, fuori» per invitare i colleghi in servizio ai banchi del check-in ad unirsi alla protesta.
«Scioperiamo affinchè venga applicato anche in Cai il contratto nazionale del trasporto aereo, nonchè le normative che regolano il passaggio da un'azienda ad un'altra. E scioperiamo per dire no all'atteggiamento della Lega che sta portando avanti la propria battaglia contro Fiumicino per trasferire i voli di Alitalia a Malpensa», ha dichiarato Paolo Frati, responsabile nazionale della Cub Trasporti, sostenendo che l'offerta Cai porterebbe almeno diecimila esuberi in azienda più altrettanti nell'indotto.
La manifestazione si è sciolta attorno alle 16, in attesa di notizie da Palazzo Chigi. Ma i disagi si sono fatti sentire anche a Napoli dove per diverse ore i passeggeri sono stati costretti a raggiungere l'aeroporto di Capodichino percorrendo a piedi le rampe di accesso. Motivo del blocco in tangenziale il presidio dei lavoratori Atitech, preoccupati per la manifestazione di interesse avanzata dalla IeS Mediterraneo. I dipendenti temono che la cordata di privati napoletani possa nascondere un'operazione speculativa e invocano l'intervento di Finmeccanica.