ROMA. Ha cercato di trascinare tutti, piloti e assistenti di volo, verso l'accordo già convenuto dalle altre sigle sindacali. Il leader Cgil non ce l'ha fatta e, alle 14, ha diffuso una lettera nella quale diceva che la Cgil era d'accordo con l'intesa quadro già sottoscritta da Cisl, Uil e Ugl. Alta strategia per fomentare scontento contro il governo Berlusconi? O desiderio di non essere scavalcato e di non firmare «un accordo di minoranza» senza il consenso di sei sigle di autonomi? Al termine della giornata, messo sotto accusa dal governo e dagli altri confederali, Epifani si difende, critica le modalità della trattativa e passa al contrattacco: «Lo scaricabarile sulle responsabilità - dice a Berlusconi - non è degno di un paese civile. È inimmaginabile che il piano di rilancio di una compagnia possa avvenire contro e al di fuori della rappreesentanza di piloti e assistenti di volo».
Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil, ha imbarcato la confederazione a cercare un'intesa con i piloti e fino a notte inoltrata ha tenuto una riunione con sei sigle di associazioni che raccolgono essenzialmente piloti ed assistenti volo (Filt-Cgil, Anpac, Up, Anpav, Avia e Sdl). Il segretario ha assistito alla riunione con una lettera già scritta in tasca: la lettera di consenso all'ipotesi Cai, in cui si chiedevano «solo piccole modifiche». Lettera che solo due ore prima che la Cai stessa ritirasse la proposta, è stata mandata a Colaninno. Intanto, il coordinamento degli autonomi e dei piloti Cgil avevano convenuto di chiedere un nuovo negoziato «seppure in tempi brevissimi». Epifani ha fatto sua la richiesta dei piloti di non essere penalizzati nello stipendio, concedendo una maggiore produttività. E ha messo in chiaro che i dipendenti Alitalia sono raccolti anche nelle sigle autonome e questo pone alle confederazioni sindacali «un problema delicato di regole e rappresentatività».
Alla Cisl sono invece dell'idea che il leader Cgil voglia cavalcare un movimento contro il governo e ricordano che quando Epifani è apparso al tavolo delle trattative domenica sera perchè si stava concludendo la trattativa sul piano industriale, il ministro del Welfare Maurizio Sacconi ha esclamato: «Tu sei venuto per far saltare tutto», dando per scontato il «no» di Corso d'Italia. Raffaele Bonanni (Cisl) si duole che sulla pelle dei lavoratori si sia giocato d'azzardo ma si dice ancora «ottimista». Luigi Angeletti (Uil) si scaglia contro la Cgil, colpevole di essersi mescolata con associazioni autonome, «cosa che non è mai successa».
Una lacerazione tra le confederazioni che non sarà facile ricucire. Epifani in serata torna sull'argomento della rappresentatività: «Per un problema di democrazia sindacale, decide il 51 per cento dei lavoratori. E le sigle confederali, tutte insieme, hanno una rappresentatività di gran lunga al di sotto di questa soglia». E ribadisce: «Bisogna usare la testa ed evitare in tutti i modi il fallimento».