L'AQUILA. La Cgrt, la società a cui sono stati affidati in concessione i lavori per la realizzazione della metropolitana di superficie, ha inviato un dossier alla commissione consiliare di garanzia, con allegato il parere richiesto dal sindaco Massimo Cialente all'avvocato Cerulli Irelli, per ribadire - tra l'altro - che «l'opera è ferma per cause certamente non imputabili alla concessionaria». Ma intanto il Comune procederà all'annullamento del "contratto". E non solo.
Infatti, l'amministrazione comunale non ha alcuna intenzione di riconoscere alla Cgrt le "riserve" (allora quantificate in circa 3milioni e 700 mila euro) riconosciute da una commissione arbitrale a cui la giunta Tempesta aveva attribuito un valore vincolante. Per il sindaco Massimo Cialente si è trattato di una procedura «fin troppo anomala e tale da non consentire il riconoscimento dei debiti fuori bilancio derivanti da tale "accordo", all'epoca fortemente contestato». Il Comune è pronto invece a pagare i lavori realmente fatti dalla Cgrt che, però, dovranno essere quantificati da una commissione. «Non faccio espropri proletari» ha detto Cialente, aggiungendo che la Cgrt «avrà ciò che le compete».
Per il consorzio, capitanato da Eliseo Iannini, la relazione di Cerulli Irelli avrebbe in qualche modo "indebolito" le tesi del Comune. Diametralmente opposta la posizione della giunta, ora in attesa della decisione del Comitato di settore dei Beni culturali in merito al nuovo tracciato indicato (via Roma-via Duca degli Abruzzi). Per Cialente «il Ministero ha gravi responsabilità nel "pasticcio" provocato dall'aver autorizzato il transito fino a San Paolo per poi bloccare il resto. Attivare bus elettrici da lì fino in centro, come il ministero ha suggerito, è cosa costosissima e impraticabile. Il Ministero dovrà dirci se il "nuovo" tracciato va bene. In caso contrario chiuderemo definitivamente il cantiere addebitando però ad altri, e non alla città, i danni di questo disastro».