Iscriviti OnLine
 

Pescara, 04/05/2026
Visitatore n. 753.671



Data: 19/09/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Alitalia, Fantozzi convoca i sindacati. Tremonti: nazionalizzazione impossibile.

ROMA (19 settembre) - Le sei sigle sindacali contrarie alla proposta di Cai - Filt Cgil, Sdl, Anpac, Up, Anpav e Avia - sono state convocate per le 17.30 dal
commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi. Erano state le sei organizzazioni a chiedere, ieri, un incontro a Fantozzi. La riunione è prevista al quartier generale della Magliana.

La Filt Cgil non ha «ricevuto alcuna convocazione» dal commissario straordinario e quindi non parteciperà all'incontro di questo pomeriggio in Alitalia, ha affermato però il segretario nazionale della Filt Cgil Mauro Rossi precisando che «qualora ci fosse una convocazione dovrebbe riguardare tutte e nove le sigle sindacali». Quella di oggi comunque non è una convocazione formale, sottolineano fonti vicine al commissario. Fantozzi avrebbe accolto, infatti, l'invito a lui rivolto ieri dalle sei organizzazioni. Dopo l'annuncio del ritiro dell'offerta da parte di Cai, i sindacati avevano chiesto di vedere il commissario straordinario, manifestando la propria disponibilità a mettere un campo misure straordinarie per garantire la piena operatività della compagnia anche con il contributo straordinario e temporaneo dei dipendenti.

Tremonti. «Togliamoci dalla testa l'ipotesi di qualsiasi nazionalizzazione. Non sono possibili altri interventi pubblici su Alitalia». Lo ha detto il ministro
dell'Economia Giulio Tremonti, secondo quanto riferito da fonti governative, nel corso della riunione del Consiglio dei ministri, parlando del futuro della compagnia di bandiera.

Letta: nessuna alternativa. «È mia personale opinione che non ci siano alternative al piano della Cai».Così il sottosegretario Gianni Letta, nel corso del Consiglio dei ministri, è tornato sul tema del futuro della compagnia, secondo quanto riferito da fonti governative. È stato il premier Silvio Berlusconi a chiedere al sottosegretario alla presidenza del Consiglio di illustrare ai ministri la situazione dopo il ritiro dell'offerta da parte della cordata di Roberto Colaninno. Per riavviare il tavolo del negoziato «servono tutte e due le parti, ma una delle due ora non c'è più, questa la dura realtà», aveva detto ieri in serata il ministro del Welfare Maurizio Sacconi.«Se i sindacati che finora non hanno aderito portassero a me la proposta - ha aggiunto - la girerei a Cai, ma questa parte ora non c'è piu».

Ancora contatti, il governo cerca di ricucire. Intanto, dopo il caos seguito al ritiro dell'offerta di Cai, il governo spera ancora che il "piano Fenice" messo a punto dalla società di Roberto Colaninno per salvare Alitalia possa decollare. Una speranza che si basa sui contatti di giovedì sera fra Palazzo Chigi e la cordata di imprenditori che dovrebbe rilevare la parte sana della compagnia e sul fatto che, nonostante l'offerta sia stata ritirata, la società non sia stata sciolta. E il premie Silvio Berlusconi è impegnato in prima fila per cercare la ricucitura fra le parti.

Voli garantiti. Il commissario intanto ha confermato che nel fine settimana i voli saranno garantiti.

Lunedì incontro Fantozzi-Enac. Il rischio concreto è che gli aerei di Alitalia restino a terra fra dieci giorni. «Se non ci fosse nulla di concreto sul tavolo, tempo una settimana, al massimo dieci giorni, e gli aerei non potrebbero più alzarsi da terra. Ma ovviamente ci auguriamo che questo non accada», ha affermato il presidente dell'Enac Vito Riggio, in una intervista a Milano Finanza. Proprio per valutare la situazione, soprattutto in riferimento all'operatività della compagnia, lunedì lo stesso Riggio incontrerà il commissario straordinario di Alitalia. Successivamente, senza ulteriori sviluppi, l'ente potrebbe aprire un'istruttoria per decidere una eventuale revoca della licenza.

Bonanni: appello a Cgil. «Sono convinto che basterebbe una telefonata di Epifani a Colaninno per metterlo in difficoltà e farlo tornare sui suoi passi». A dirsene convinto è il leader della Cisl Raffaele Bonanni. L'epilogo della vertenza Alitalia, infatti, «è inquietante: si tratta di decidere se riportare in vita un'azienda morta o sotterrarla», prosegue, ricordando come «abbiamo lavorato notti intere con la Cgil su un piano industriale che è riuscito a far rientrare nel perimetro della nuova Alitalia 1.000 lavoratori, a vincolare la vendibilità dell'azienda per 5 anni e a non renderla scalabile». A bruciare di più, per la Cisl, soprattutto il fatto che si è trattato di «una alleanza presa con i corporativi, con i più corporativi che decidono tutto ciò che avviene in azienda», dice ancora Bonanni puntando il dito contro i piloti.

Nella vicenda Alitalia «sono rimasto colpito dalla saldatura tra Cgil e autonomi, anche realtà corporative, e di questo terrò conto». «Faccio un appello al senso di responsabilità della Cgil, da segretario di una grande confederazione faccio un appello al segretario di una grande confederazione: si prenda le proprie responsabilità perché non è più il caso di cincischiare o di cercare spiegazioni», ha poi deto ancora il leader della Cisl.

Berti: voglio parlare con Berlusconi. «È stata proprio una trattativa anomala». Così il presidente dell'Anpac, Fabio Berti, commenta a Panorama del giorno il ritiro dell'offerta della Cai per Alitalia. «Noi non abbiamo mai potuto trattare sui nostri contratti -sottolinea Berti-, siamo assolutamente d'accordo di intervenire nei contratti, nelle normative, sul fare dei sacrifici. Il problema è che questa è stata una trattativa anomala, dove l'80% delle rappresentanze sindacali dei piloti, Anpac e Unione piloti, sono state tagliate fuori dal negoziato. C'è qualcosa di anomalo. Hanno voluto mischiare una partita industriale che è quella di Alitalia con una partita di governance che è quella di cercare di annullare le associazioni professionali, cioè le maggiori rappresentanze dei naviganti». «Io voglio parlare con Berlusconi perchè voglio dire a Berlusconi esattamente cosa sta succedendo perché si è arrivati a questo punto», ha concluso Berti.

La Cai non si è sciolta ma «la proposta della Cai è caduta, non è stata accettata». Ad affermarlo a Radio anch'io in onda su Radio 1 è Gian Maria Gros Pietro, presidente di Atalantia azionista della Cai. «Siamo un gruppo di imprenditori che abbiamo dato fiducia a Colaninno che ha fatto una proposta molto chiara, fin dall'inizio che poi è stata migliorata, la proposta ha trovato d'accordo tre sindacati su nove ed è caduta».

Il 16 dicembre primo esame passivo in tribunale. Il fallimento di Alitalia è una prospettiva ancora non certa, ma la procedura concorsuale iniziata dopo l'insolvenza con il ricorso al commissariamento è avviata e alcune tappe sono già fissate. Il prossimo 16 dicembre, apprende l'agenzia Radiocor, il Tribunale Fallimentare di Roma ha convocato l'adunanza per l'esame dello stato passivo con il giudice delegato Umberto Gentili. Esattamente un mese prima, il 16 novembre, scade il termine per i creditori che dovranno presentare alla Cancelleria del Tribunale la relativa domanda di insinuazione al passivo.

Lufthansa si chiama fuori. «Non è cambiato assolutamente nulla dal nostro punto di vista e, a dire il vero, non c'è nulla da commentare: non si capisce perchè noi dovremmo avere qualcosa da commentare. Lufthansa non è coinvolta in questa vicenda». Claudia Lange, portavoce di Lufthansa, spiega così al quotidiano online Affaritaliani.it la posizione della compagnia tedesca in merito ad Alitalia. E Alla domanda se Lufthansa è pronta a fare un'offerta di acquisto, risponde: «Non commento, perchè sarebbe solo speculazione». «Le ultime dichiarazioni del nostro CEO sono state chiare: Alitalia, con il cospicuo debito che ha, non è gestibile per nessuna compagnia aerea - aggiunge Lange -. Prima avrebbe bisogno di una profonda e seria ristrutturazione, ed è per questo motivo che Lufthansa non ha fatto un'offerta di acquisto per Alitalia durante l'ultimo anno. Questa era la posizione dei vertici Lufthansa a metà agosto e oggi rimane la stessa. Non è cambiato nulla rispetto a un mese fa».

British Airways. «Non siamo in alcun modo interessati ad Alitalia. Nemmeno ad acquistare una quota minoritaria. La compagnia italiana non è nei nostri progetti». È quanto afferma un portavoce della British Airways, interpellato dal quotidiano online Affaritaliani.it.

«La drammatica situazione di Alitalia - molto peggiore di quella che aveva dato luogo ad alter offerte di acquisto in passato - e dei mercati internazionali, non permette di allungare ulteriormente una trattativa che è stata approfondita e che ha portato a numerose concessioni. Ulteriori concessioni e dilazioni metterebbero irrimediabilmente a rischio al realizzazione del piano», ha affermato ieri Cai, Compagnia Area Italiana, nella nota in cui annuncia di aver deciso il ritiro dell'offerta.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it